Anas e l’appalto per le ispezioni nelle gallerie della Palermo-Catania. Come avverrà la mappatura

Un termometro, per capire lo stato di salute delle gallerie lungo l’autostrada Palermo-Catania, basato su «un’analisi globale preliminare» e una «fase esecutiva prettamente ispettiva». È questo l’obiettivo della gara d’appalto bandita da Anas per tutto il territorio italiano. Quarantaquattro milioni di euro di cui 2,5 destinati alle ispezioni in Sicilia. Durata dell’accordo quadro 36 mesi dal momento della stipula del contratto. Il primo giro di boa è quello del 15 marzo prossimo, data entro la quale bisognerà presentare le offerte sul portale acquisti di Anas. La gara, con procedura aperta, si basa sull’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Nel dettaglio, la prestazione richiede «il servizio di ispezione tecnica, quelli di prospezione geologica, geofisica e scientifica e infine i lavori di manutenzione stradale». In base a quanto riportato nel bando, si stima di destinare il 60 per cento delle somme, per ogni lotto, all’ispezione tecnica, il 30 per cento per gli altri servizi e infine il 10 per cento per la manutenzione delle arterie. Ogni concorrente potrà presentare la propria offerta al massimo per un lotto. Tra i criteri di valutazione dell’offerta tecnica, si legge nel bando di gara, «saranno apprezzate, in particolare, le proposte che prevedano metodi, strumenti e prove tecnologicamente avanzate, in grado di fornire in continuo una corretta mappatura difettologica e fotografica delle superfici interne di gallerie, anche con trasferimento diretto dei dati su piattaforme Anas e, conseguentemente, di limitare l’impatto con il regolare esercizio della galleria e velocizzare le attività di ispezione». L’appalto è finanziato con i fondi assegnati dalla legge di Bilancio del 2022.

La linea guida fondamentale dell’operazione sarà il manuale di ispezione delle gallerie. Un documento di quasi 80 pagine redato dal ministero delle Infrastrutture e trasporti. Uno degli strumenti più utili è il laser-scanner termografico. Sistema che da un lato permette di effettuare un calco digitale 3D della superficie e dall’altro di mappare, attraverso la temperatura, la presenza di eventuali «zone umide e di venute d’acqua, che costituiscono la causa primaria degli ammaloramenti del rivestimento», si legge nel documento. Altro strumento è il georadar che «consente di acquisire informazioni affidabili sullo spessore delle calotte, sulla presenza di vuoti e armature». Un lavoro identico è quello effettuato in passato dal Consorzio autostrade siciliane lungo la Palermo-Messina e la Messina-Catania. In un dossier sulla A18, realizzato dall’ingegnere della vigilanza autostradale Placido Migliorino, erano emerse diverse criticità, specie in direzione del capoluogo etneo. Tutte le 15 gallerie ispezionate non sarebbero in regola con le prescrizioni, ma quattro in particolare sono state etichettate come molto pericolose per la caduta di materiale dalla volta o per le vistose infiltrazioni d’acqua.


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