Il latitante catturato fa scena muta davanti al giudice: potrebbe esserci lui dietro il sequestro del 17enne a Vittoria

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Gianfranco Stracquadaini nel corso dell’interrogatorio che si è svolto questa mattina in videocollegamento. L’uomo è stato arrestato ieri dopo circa 18 mesi di latitanza a Comiso, in provincia di Ragusa.

L’interrogatorio di Gianfranco Stracquadaini

L’indagato Gianfranco Stracquadaini di fronte al giudice per le indagini preliminari si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, tentativo di omicidio aggravato in concorso e porto di armi da fuoco. A questi reati si aggiungono la detenzione delle armi trovate ieri nel covo del latitante e il possesso di un documento d’identità contraffatto.

L’arresto

La stretta investigativa che ha portato all’arresto del latitante presunto boss mafioso 50enne, detto Faccia d’angelo, si è avuta con il fascicolo sul sequestro del 17enne a Vittoria. Il fascicolo è passato dalla procura ragusana alla Direzione distrettuale antimafia di Catania. Dietro al sequestro, infatti, potrebbe esserci proprio Stracquadaini. Dopo la sua scarcerazione nel mese di luglio del 2023, il 50enne avrebbe stretto legami con criminali albanesi, soprattutto per il traffico di droga. Un business illegale che, nel territorio ragusano, avrebbe trovato terreno fertile anche per impiantare attività lecite come serre per la produzione di ortaggi.

Gli stiddari e il tentativo di riempiere il vuoto

Il gruppo criminale di stiddari capeggiato dall’ex latitante sarebbe stato intenzionato a ricoprire il vuoto lasciato dai mafiosi del clan Carbonaro Dominante quasi tutti in carcere. Il rapimento del giovane sarebbe stato un segnale per mostrare il potere del nuovo clan emergente. Un’altra ipotesi investigativa è che il rapimento sia stato fatto da un’altra banda criminale. Ma che sia stato comunque Stracquadaini, dopo avere visto l’impegno delle forze dell’ordine nel territorio, attraverso messaggi indiretti – alcuni apparsi anche sui social – a consigliare di rilasciare subito il sequestrato.

Le indagini sui furti d’auto

L’indagato avrebbe fatto parte di una banda specializzata in furti di automobili grazie a centraline elettroniche – forse fornite dagli albanesi – che avrebbe permesso di aprire e di avviare le vetture in pochi secondi. Nell’ambito dell’indagine sui furti è venuto fuori che Stracquadaini e Rosario Greco, (cugino e omonimo dell’uomo che nel luglio 2019 a Vittoria investì e uccise con un suv Alessio e Simone D’Antonio, i due cuginetti di 11 anni) avevano un piano per uccidere due collaboratori di giustizia. Stracquadaini riuscì a sfuggire al fermo della Dda di Catania per il tentativo di omicidio dell’ex collaboratore Roberto Di Martino. L’uomo che il 25 aprile del 2024 scampò a un agguato a colpi di pistola, ma perse un occhio. Una fuga terminata con il suo arresto ieri.


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