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Inchiesta Cuffaro, il manager della Sanità Roberto Colletti respinge le accuse

Il manager della Sanità Roberto Colletti ha respinto le accuse che gli vengono contestate nell’ambito dell’indagine sull’ex governatore Totò Cuffaro. A parlare con i cronisti al termine dell’interrogatorio è stato l’avvocato Giuseppe Di Stefano. «Con la gip – specifica il legale – abbiamo chiarito quella che è la nostra posizione all’interno dell’ospedale Vialla Sofia Cervello. Tenete conto che Colletti è iscritto nella fascia più alta dei dirigenti generali e quindi aveva sostanzialmente tutti i titoli per poter diventare il direttore generale e abbiamo chiarito quella che era la nostra posizione in quel determinato periodo storico. E quindi ci riteniamo estranei ad ogni contestazione».

Le accuse della procura di Palermo

Il manager è finito indagato nell’inchiesta con l’ipotesi di avere compiuto atti contrati ai dovere di ufficio, accettando la promessa di favori e incarichi. In particolare il sostegno politico di Totò Cuffaro, già condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra, per ottenere la conferma della propria nomina a direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello. Sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati è finito un concorso per la stabilizzazione di 15 posti a tempo indeterminato per operatore socio sanitario. Procedura, che secondo le ipotesi dei pm, sarebbe stata taroccata per favorire determinate persone vicine al mondo politico.

I manager scelti con il sorteggio? «Minchiate»

Le microspie del reparto operativo dei carabinieri, attivate dal 2023, hanno documentato numerosi dialoghi tra Cuffaro e Colletti, spesso incentrati su nomine e aggiornamenti sull’avanzamento delle stesse. Il 12 ottobre 2023 Cuffaro rassicurava il manager su un comunicato che il leader della Nuova Dc aveva diffuso tramite la stampa. La proposta di Cuffaro era quella di nominare i vertici delle aziende sanitarie tramite sorteggio, così da evitare la lottizzazione politica e garantire nomine basate sulle qualifiche. Idee sulla quale, almeno secondo quanto emerso, non credeva molto: «Non ti preoccupare – spiegava Cuffaro a Colletti – sto lavorando io, a parte le minchiate del sorteggio… che sono minchiate».


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