In Tv ci vado io

Da qualche anno l’informazione sportiva è diventata un meccanismo potentissimo. Ai tradizionali canali d’informazione, come i giornali e le reti televisive nazionali, si sono aggiunte nuove offerte comunicative, come internet, le pay TV e il digitale terrestre che stanno velocemente catturando gli interessi di gran parte di coloro che seguono lo sport.

Sono grandi novità, che permettono agli appassionati di fruire dell’informazione sportiva in modo molto più dettagliato, tramite canali tematici dedicati a singoli sport, siti specializzati su curiosità e statistiche o semplici sms che avvisano su quanto accaduto in una gara di una determinata competizione. Un fenomeno esplosivo in un paese come l’Italia, in cui è da tempo dimostrato che il quotidiano più letto è “La Gazzetta dello Sport” e gli indici d’ascolto più alti in televisione appartengono ai Gran Premi di Formula 1 o alle partite della Nazionale o di Champions League.

Questi nuovi mezzi mediatici, su cui sono state investite ingenti risorse economiche da parte di privati, dovrebbero essere in grado di trasmettere a coloro che li seguono i grandi valori dello sport. Ma il fatto è che attorno ad eventi come una partita di calcio, un GP di Formula 1, o una corsa ciclistica ruotano interessi economici enormi, che minacciano il primato d’importanza  dell’evento sportivo nei confronti della sua sistemazione in un palinsesto televisivo. Sembra proprio che ormai il valore di uno sport sia determinato dalla capacità di resa televisiva e pubblicitaria che questo possiede. E’ sufficiente guardare le reti nazionali per notare quanti grandi campioni dello sport sono legati alla pubblicità, anche di prodotti che con il mondo dello sport non hanno nulla a che vedere. Ma fa tutto parte della nuova concezione economica dello sport.

Nell’ambito di una stessa disciplina, le società professionistiche godono di forti vantaggi rispetto alle società dilettantistiche, perché sono quelle che riescono ad attirare maggiormente l’attenzione dello spettatore o del lettore di testata, e, di conseguenza “valgono” di più. Le società dilettantistiche, che hanno dei budget notoriamente limitati, hanno i loro principali svantaggi nella mancanza di una spinta mediatica importante e nella scarsa contribuzione economica da parte dei loro sponsor, spesso insufficiente, e che rende le difficoltà finanziarie della società difficilmente superabili senza l’appoggio delle autorità pubbliche. Elementi come l’interazione sociale, il puro spirito di competizione e la valorizzazione dei giovani sembrano essere passati nettamente in secondo piano.
Anche la statistica gioca un ruolo importantissimo in questo contesto. Nelle trasmissioni sportive è diventato un forte elemento di spettacolarizzazione, con i suoi risvolti scientifici, tecnici, ma soprattutto mediatici che incuriosiscono lo spettatore.

La statistica esprime lo stato di salute di uno sport in un determinato paese, sulla base del seguito che questo sport riesce ad ottenere tra i telespettatori. Per effetto delle nuove leggi del mercato mediatico, i dati statistici sull’audience assumono un’importanza primaria, perchè dal punto di vista della resa pubblicitaria e commerciale, descrivono fino a che punto “pesa” lo spazio televisivo dedicato ad una determinata disciplina e fino a che punto “vale” economicamente quello sport.
Insomma, il rapporto tra mass-media e mondo dello sport è davvero cambiato: una volta l’evento sportivo aveva un’importanza preponderante e il palinsesto televisivo veniva adattato all’avvenimento; oggi, i campionati o le singole gare di una determinata disciplina sono organizzate in modo da tenere conto sempre, e prima di tutto, delle esigenze televisive e pubblicitarie. Per questo ci si sente autorizzati a pensare che, ancora prima che sul terreno di gioco, o sul circuito, la gara si svolga a tavolino tra società pubblicitarie anziché tra campioni.

CARMELO CANGIAMILA

Links utili:

Lo sport per tutti: www.uisp.it
La pubblicità nello sport: www.pragmaadv.it
La disciplina dei contratti di sponsorizzazione e di merchandising nello sport:
www.lemonnier.it/LMU/LMU/pdf/SINTDir_sport/07%2520DIRSPORT%2520cap%25207.pdf
Il marketing nello sport: http://www.challengesportmarketing.it/


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