Il Ponte sullo Stretto? Un errore di Lombardo

da Giuseppe Scianò e da Corrado Mirto,
rispettivamente, segretario politico e presidente del Frunti Nazziunali Sicilianu, riceviamo e volentieri pubblichiamo.
A parere degli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, si qualifica da sé ed è, a dir poco, paradossale la “lettera aperta”, pubblicata su “La Sicilia” del 4 dicembre scorso con la quale l’On. Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Siciliana (ed anche leader del Movimento per l’Autonomia), si rivolge al capo del governo italiano, Mario Monti, e al Ministro per lo Sviluppo e per i Trasporti, Corrado Passera, per far sì che sia considerata “Opera prioritaria” e che sia avviata con rapidità la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.
Il Presidente Lombardo afferma, fra l’altro, che “la necessaria priorità realizzativa dell’opera trova una ulteriore conferma nel progredito stato di avanzamento in cui versa il progetto del Ponte. Infatti, il nuovo impulso dato dal precedente governo alla realizzazione dell’opera, unitamente al notevole impegno profuso da questa amministrazione, che è anche azionista di Stretto di Messina spa, in stretta sinergia con quest’ultima, ha consentito alla società concessionaria di avviare i cantieri delle opere propedeutiche e di ultimare la progettazione definitiva del Ponte, nei tempi previsti, rendendo l’opera ad oggi immediatamente cantierabile” eccetera, eccetera.
In tutto il testo della lettera non esiste un benché minimo riferimento al diritto del Popolo Siciliano ad esprimere, in merito, la propria opinione con apposito referendum consultivo, tantoppiù che il “ponte-imbuto” (ci sia consentito di definirlo per quello che è …) è “destinato” principalmente a cambiare la natura geografica della Sicilia, che da isola, diventerebbe “penisola”, anzi: squallido “sottosuola” dello Stivale. Il tutto finalizzato a giustificare lo sembramento della Sicilia stessa in “regionicchie”; ad iniziare dalla regionicchia Calabro-Sicula dello Stretto. Questa regionicchia (per la cui istituzione si è svolto, recentemente, un Convegno a Messina) dovrebbe “scorporare” il territorio della Città e della Provincia di Messina, per accorparlo, innaturalmente, al territorio della Città e della Provincia di Reggio Calabria. Insomma: un Monstrum! Anzi: una “violenza” ed un “oltragggio” nei confronti dei Popoli della Sicilia e della Calabria, ed in particolare nei confronti degli stessi Cittadini del Messinese e di quelli della dirimpettaia Provincia calabrese!
Finiamola con una politica politicata che crea solo disastri e che finirà con il distruggere i valori della “insularità” e della “sicilianità”! Compresi i valori della civiltà’ e della storia. Una politica che passa sulla testa di tutti e che offende l’intelligenza e calpesta la dignità dei Siciliani, dei Calabresi e dell’Umanità intera!
Finiamola di fare passare per autonomiste e per sicilianiste proposte e scelte che mirano a distruggere, in un modo o nell’altro, la Sicilia stessa!
Diciamo queste cose proprio al “pontista” per eccellenza, On. Raffaele Lombardo, che invitiamo alla riconsiderazione – sia pure in extremis! – della “questione ponte”.
Diciamo, però, queste cose direttamente al Popolo Siciliano, all’opinione pubblica europea ed a quella internazionale. Diciamo queste cose a noi stessi. Ed a quanti non si presteranno mai alla distruzione dei valori della Sicilianità, dell’Insularità, intesa non già come “chisura” ma come apertura e premessa di scambi e di collaborazione con tutti i Popoli del Mediterraneo, dell’Europa e del Mondo! E diciamo ciò a quanti, fingendosi sicilianisti e millantando “sicilianismo” d’accatto, avallano queste ed altre manovre anti-siciliane, probabilmente in cambio dei soliti “trenta denari”.
Un’ultima considerazione. Il Parlamento siciliano (che forse non ama affatto la “causa siciliana” e che, già da qualche anno, ha provveduto a fare una legge-voto per la totale modifica dello Statuto e che ha provveduto anche a rimuovere la Trinacria da simbolo dell’Assemblea regionale siciliana), farebbe bene, comunque, a modificare la propria opinione sul “ponte imbuto”, – bella o brutta che sia questa opinione – se non vuole fare una figura peggiore di quelle che è solito fare, dimostrando che in Sicilia tutti i poteri reali sono stati ceduti all’Esecutivo.

 


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