Il kit del perfetto tecnofannullone

L’ultima del ministro della Funzione pubblica? Dopo i tornelli per evitare le transfugae in orario d’ufficio, ora il vulcanico prof. lancia la proposta di un test per valutare l’efficienza dei dipendenti statali con un emoticon. E se c’è chi per paura della scure brunettiana non controlla più neanche l’email (temendo di essere spiato dal Grande Fratello dell’efficienza), altri, più scaltri, si attrezzano per superare il lungo inverno della gogna mediatica e continuare a tenere aperto qualche spiraglio per cazzeggiare durante l’orario di lavoro.
 
In realtà, anche per quei lavoratori modello che ogni tanto sudano di fronte alle difficoltà poste dal grande capo e per quelli a cui viene l’abbiocco post-prandiale da metabolismo fulminante le soluzioni sembrano essere dietro l’angolo. Anzi, in molti casi possono essere la chiave per riprendere il lavoro con più energia. In ogni caso, secondo una ricerca condotta presso la NUS Business School dell’Università di Singapore, negli uffici di tutto il mondo ogni giorno si spende quasi un’ora nel cosiddetto cyberloafing, cioè il tempo trascorso per delle attività personali via Internet, come leggere email private, navigare su siti non lavorativi, aggiornare il proprio profilo sulle community, scommettere online sugli incontri di calcio e via dicendo.
 
Ma veniamo ai programmi più usati per cyberloafare senza affanni. Uno dei più conosciuti è Vanishd che permette di nascondere la pagina che stiamo visitando (ad esempio, un video di Step1 pubblicato su YouTube) con una nuova pagina Web o un nuovo documento del pacchetto Office: basta solo un clic col tasto destro del mouse per nascondere il vero sito che si sta guardando. Per chi non è svelto di mano ma veloce di piede, un utile apparecchio è StealthSwitch: un pedale che serve a nascondere (non a ridurre a icona!) tutte le applicazioni “sgradite” presenti sullo schermo e che dialoga con un software dedicato grazie al quale l’utente può scegliere i programmi da oscurare.
 
Tra i più paranoici del periodo Brunetta, infine, va fortissimo il C.H.I.M.P., acronimo di (C) himp (H) as (I) nvincible (M) onkey (P) owers: uno specchietto retrovisore a forma di occhi da scimpanzé (chimp è anche l’abbreviazione di chimpanzee) da applicare sul monitor del PC per “guardarsi le spalle”.
La migliore difesa è l’attacco, dice il proverbio. E allora ecco una vera arma per neutralizzare il collega impiccione: lo USB Rocket Launcher, un lanciamissili di gommapiuma da posizionare sulla scrivania per colpire e allontanare chiunque osi avvicinarsi al proprio desk. Forse non otterrete molti smile dagli utenti, ma quattro risate sono assicurate.


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