Il boom dei camminatori serali, dalle mamme agli 80enni Ad Alcamo in centinaia «contro sedentarietà e solitudine»

È un vero e proprio virus che si estende a macchia d’olio quello dei camminatori serali di Alcamo. Nati
ufficialmente a metà del 2017, quasi per gioco sono diventati oggi una realtà molto attiva nella
cittadina trapanese. «C’erano già piccoli gruppi e persone che in autonomia si organizzavano, io e
mia moglie siamo stati una sorta di stimolo per altri concittadini», spiega a MeridioNews Giuseppe
Campo
, tra gli organizzatori insieme alla moglie del gruppo dei camminatori. 

L’idea è partita
proprio da loro, ma nel giro di pochi giorni l’effetto domino è stato inaspettato: «Si sono aggiunte sempre più persone fino a ad essere migliaia»,
sottolinea Campo, professore di educazione fisica in pensione che da anni pratica e promuove lo
sport nella sua città. «L’attività nasce principalmente dall’esigenza di far muovere chi solitamente
non ha la possibilità di fare attività fisica: anziani, chi svolge un lavoro sedentario e non ha tempo
per praticare lo sport, casalinghe e impiegati, ma anche avvocati, appartenenti alle forze
dell’ordine, giovani mamme con figli al seguito
, siamo diventati una grossa comunità. Da un lato è
come una sorta di prevenzione, soprattutto per le donne più grandi, contro l’osteoporosi. Nel
gruppo infatti si sono uniti anche 80enni e 70enni che hanno deciso di passeggiare con noi». 

Camminare, quindi, diventa una terapia, una prevenzione contro le malattie
cardiovascolari e l’osteoporosi, all’aria aperta, in compagnia e soprattutto low cost.
Armati di giubbotti catarifrangenti e di tanta buona volontà, macinano decine di chilometri ogni
settimana
. In poco tempo sono oltre 2.400 i cittadini che hanno deciso di unirsi e, tramite un
gruppo Facebook, di tenersi aggiornati sulle attività. Ma non solo, infatti il
gruppo è anche l’occasione per scambiarsi consigli su attività fisiche e «piccole pillole di salute»,
come le chiama il prof Campo. 

Il gruppo esce in media tre volte a settimana ma non ha
un’organizzazione vera e propria, tutti decidono spontaneamente. «Solitamente le nostre uscite
durano 55 minuti e ogni volta il percorso cambia
, viene deciso sul momento, non ha nessuna
programmazione, ma giriamo per le stradine del centro raggiungendo i luoghi simbolo della città.
La partenza è il collegio dei gesuiti di Piazza Ciullo – spiega Campo -. Siamo arrivati ad essere davvero
numerosi, anche centinaia ogni sera». 

Il record della tribù dei camminatori alcamesi è stato raggiunto ad aprile con oltre 700 passeggiatori contemporaneamente. «Si tratta di un’iniziativa davvero utile – sottolinea Davide, avvocato alcamese che partecipa alle uscite – perché ha creato questa piccola comunità spontanea che rappresenta uno stimolo anche per chi è più diffidente a praticare ogni sorta di attività sportiva, io per primo ogni tanto mi unisco per il piacere di muovermi e scambiare quattro chiacchiere». A fine passeggiata è d’obbligo il momento di recupero, sotto la guida del prof Campo, all’interno dell’atrio del Collegio dei Gesuiti: «La cosa positiva è che molti oggi sono più incentivati a muoversi di casa e, per esempio, la domenica decidono di fare lunghe passeggiate alla marina di Castellammare del Golfo o nel corso di Alcamo in compagnia di mariti, figli e nipoti».

Solitamente partono contemporaneamente quattro gruppi:
lento/costante
(cinque chilometri), medio (sei chilometri), medio/veloce (sette chilometri) e infine il gruppo
speedy (otto chilometri).
Se da un lato è un’attività rivolta al benessere per combattere lo stress domestico e d’ufficio, è
anche un modo per riappropriarsi degli spazi della città e conoscere angoli fino a quel
momento sconosciuti. Ma non è da sottovalutare anche l’aspetto sociale e psicologico: «Durante
le passeggiate – continua il promotore – si parla del più e del meno, certamente è un modo anche per socializzare e
conoscere gente nuova. Poi succede anche che si incontrano vecchi compagni di
scuola, si fanno nuove amicizie e si mette da parte lo stress della giornata. Si sono creati infatti
molti legami anche oltre le passeggiate». 

Quella alcamese non è certo una
novità. Esistono già diversi gruppi in Sicilia, come a Sciacca, Ragusa, Modica e nel resto d’Italia. In alcune città sono state coinvolte anche le Asp per approfondire i benefici delle camminate sul corpo dei soggetti che
aderiscono.


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