Il bisogno di aiuto dei migranti lasciati sulla Humanity 1 al porto di Catania. «Urlavano aiuto»

«Help, help, help» (aiuto, aiuto, aiuto). E’ una ricostruzione lucida ma anche piena di dolore quella pronunciata, alla Camera dei Deputati, da parte dell’on. Aboubakar Soumahoro. La storia è quella vissuta dai migranti che sono stati lasciati per giorni a bordo di una nave al porto di Catania, dopo essere stati salvati nel Mediterraneo. Una testimonianza vissuta in prima persona dall’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra e non dalla stanza di un ministero. «La vostra ipotesi – ha detto in Aula Soumahoro – di fermare i processi migratori attraverso la sospensione di vite in mare, viola le norme del diritto nazionale e internazionale. Avete messo in pericolo la vita dei naufraghi». Un richiamo, al Governo di Giorgia Meloni, per rimettere al centro di qualsiasi scelta politica il concetto di umanità. «I provvedimenti – prosegue – devono aderire alla realtà. Non bisogna soltanto varare gli atti seduti dietro ad una scrivania. Bisogna avere il coraggio, l’audacia di scendere sul campo per vedere, vivere l’impatto e le conseguenze delle proprie scelte politiche».

E proprio per questo motivo, il deputato ha ricordato a tutti, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi compreso, quanto visto con i propri occhi e ascoltato con le proprie orecchie. «Sono salito – continua – sulla nave Humanity One, imbarcazione di soccorso, la mattina del sei novembre al porto di Catania. A bordo un naufrago, piangendo, mi ha chiesto aiuto. Lo ha ripetuto per tre volte. L’attività politica deve essere illuminata da una forza morale; per questo credo che possiamo dividerci su tutto, si può avere dissenso ma non possiamo restare divisi quando si tratta di dare una risposta a chi grida aiuto. Salvare le vite umane, tutte le vite, deve essere un elemento unificante».


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