Prima in ferie forzate, adesso trasferiti i 4 custodi del MuMe, in servizio la notte del furto al museo regionale di Messina. Le due impiegate regionali e i due Asu lavoreranno in altri siti culturali siciliani, mentre andrà avanti il procedimento disciplinare nei loro confronti. Che potrebbe anche portare al licenziamento. Il dipartimento per i […]
Foto di Museo regionale Messina
Furto al MuMe, trasferiti i custodi. Scarpinato: «Possibile vigilanza armata nei musei»
Prima in ferie forzate, adesso trasferiti i 4 custodi del MuMe, in servizio la notte del furto al museo regionale di Messina. Le due impiegate regionali e i due Asu lavoreranno in altri siti culturali siciliani, mentre andrà avanti il procedimento disciplinare nei loro confronti. Che potrebbe anche portare al licenziamento. Il dipartimento per i Beni culturali della Regione siciliana attende la relazione della direttrice del museo, Marisa Mercurio, mentre vanno avanti le indagini della procura di Messina. In cui il ruolo dei custodi risulta centrale. Nel frattempo, l’assessore regionale ai Beni Culturali Francesco Scarpinato annuncia al quotidiano La Repubblica di aver preso in mano, dopo il furto, al tema sicurezza nei musei.
Le novità per la sicurezza nei musei siciliani
Dopo la candida scoperta, ammessa dal presidente Renato Schifani, dell’allarme del MuMe non collegato alle forze dell’ordine, la Regione affronta il problema. «Le soluzioni che adottiamo sono conformi agli standard della sicurezza nei musei – premette Scarpinato -. Ma non possiamo escludere, a questo punto, di dotare le strutture museali anche di vigilanza armata». Una decisione possibile, ma a cui si arriverebbe, specifica l’assessore, dopo aver vagliato anche altre possibili alternative.