Formazione, migliaia di lettere di preavviso di licenziamenti pronte

Sprofonda la formazione professionale siciliana, che sembra ormai entrata nel tunnel della paura. Pronti 10 mila licenziamenti. Mentre il Governo regionale di Rosario Crocetta annaspa dietro annunci, slogan, controlli, ispezioni e chi più ne ha, più ne metta. I tutto mentre il personale degli Enti formativi attende, per i prossimi giorni, il preavviso di licenziamento.

Di fronte a un dramma sociale che nessuno fino ad oggi aveva immaginato, l’amministrazione regionale sembra ingessata e impreparata. Il futuro è incerto. Il presidente Crocetta ha più volte detto che tutelerà i lavoratori. Che, infatti, con la sua ‘tutela’, rischiano il licenziamento.

Inutile chiedere ‘lumi e numeri. Non si conosce niente. Allo stato attuale non si conosce neanche la copertura finanziaria necessaria a garantire il funzionamento del sistema formativo.

L’apertura dello stato di crisi – comunicato lo scorso 3 aprile dalle associazioni degli Enti formativi Forma Sicilia e Cenfop Sicilia ai sindacati firmatari del Contratto collettivo di lavoro della categoria – potrebbe trasformasi nell’ultimo atto, quello che chiude i battenti di una storia lunga 37 anni.

All’impatto sociale, di per sé traumatico, si assocerebbe la perdita dello strumento che, per decenni, ha formato generazioni di operatori, artigiani e imprenditori, rilasciato qualifiche professionali a centinaia di migliaia di giovani, disoccupati, detenuti, diversamente abili, adulti e minori. U

Il settore va riformato, su questo il consenso è unanime. Ma riformare significa attivare un percorso virtuoso che rigeneri il sistema formativo, qualificandone procedure, obiettivi e regole. Le conseguenze sociali dell’avvio del processo collettivo di mobilità del personale, delle citate associazioni degli Enti formativi – dicevamo – sono pesanti perché, in Sicilia, alle associazioni Forma e Cenfop, aderisce oltre il 50 per cento degli Enti formativi presenti nella formazione professionale e l’80 per cento degli Enti cosiddetti storici, che operano, cioè, ininterrottamente dal 1976, anno in cui la Regione siciliana si è dotata della legge di settore (la n.24).

Gli Enti aderenti a Forma Sicilia sono: Acli-Enaip, Anfe, Efal-Mcl, Iripa Sicilia, Ial Sicilia, Confap (associazione degli Enti cattolici, alla quale aderiscono Engim Sicilia, Endo-Fap, Cnos-Fap, Ciofs-Fp e Cfp-San Giovanni Apostolo), mentre al Cenfop Sicilia aderiscono Aics di Agrigento, Enfap Sicilia, Isvime, Futura, Cipa-At di Palermo, Cipa-At di Agrigento, Cipa-At di Trapani, Cipa-At di Enna, Cipa-At di Caltanissetta, Cipa-At di Ragusa, Anapia di Palermo, Centro Studi e Ricerche di Palermo, Ecap (operante in 6 province), Enfaga di Palermo.

Proviamo a fornire alcuni dati di sistema per trasferire al lettore la conoscenza del costo complessivo del personale impiegato nel settore. Riportiamo il dato ufficiale, relativo al numero dei lavoratori rilevato nel mese di marzo 2011, dall’assessorato Istruzione e Formazione professionale. A seguito delle dichiarazioni fornite dagli Enti formativi, l’amministrazione regionale ha prodotto un decreto dirigenziale, il n.1044 del 25 marzo 2011, che ha fissato in circa 6 mila il numero dei dipendenti a tempo indeterminato operanti, a quella data, nel segmento degli Interventi formativi.

Occorre sottolineare che, circa mille unità, operano con contratto a tempo parziale per cui, se volessimo assumere come unità di riferimento il contratto full time (impegno orario settimanale pari a 36 ore), il numero dei lavoratori diminuirebbe, per attestarsi a circa cinque mila.

Il costo totale mensile per il personale che si occupa dei corsi di formazione, attualizzato ad oggi (comprendendo i recenti adeguamenti contrattuali), è quindi di circa 18 milioni di euro al mese, che diventano circa 216 milioni su base annua.

Al dato del personale degli Interventi formativi va aggiunto quello del segmento Servizi formativi (Sportelli Multifunzionali e Sportelli Scuola/Lavoro) che si aggira intorno alle mille e 850 unità, con un costo totale annuo di circa 40 milioni di euro. Mentre operano nel segmento dell’Obbligo formativo (Oif) circa mille e 850 lavoratori che costano in media, su base annua, circa 65 milioni di euro.

Il costo totale complessivo annuo del personale impegnato nel sistema formativo regionale si aggirerebbe, allora, intorno a 321 milioni di euro. L’incertezza sulle risorse comunitarie residuali, e la previsione di tagli alla spesa regionale di circa 2,8 miliardi di euro tengono in ansia 10 mila famiglie.

Il licenziamento aleatorio, i tagli alla spesa di bilancio, la misteriosa scomparsa di circa 780 milioni di euro del Fondo sociale europeo assegnato alla Regione, l’immobilismo della burocrazia del dipartimento regionale al ramo, l’inadeguatezza degli assessori regionali al Lavoro (Ester Bonafede) e alla Formazione professionale (Nelli Scilabra) e l’immobilismo del governatore Crocetta, costituisco, ad oggi, la miscela esplosiva che rischia di crocifiggere il sistema formativo regionale. Non è più tempo per le chiacchiere: o si decide o si va a casa.

 


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