Flop-Prodi. Rodotà: più consensi del previsto

Prodi ottiene solo 395 voti e Rodotà supera ampiamente quota 200. Dopo una giornata piena di tensioni dentro e fuori Montecitorio, il Presidente della Repubblica non è stato ancora eletto alla prima votazione per maggioranza assoluta anziché qualificata.

Molti i franchi tiratori nella sinistra. Rodotà infatti è stato votato da molti più elettori dei 162 del M5S. Ben 213 i voti per il giurista. Ieri sera aveva ottenuto 230 voti e oggi ne raccoglie 23 in meno, nonostante la proposta teoricamente compatta di PD e Sel su Prodi.  Evidentemente  ci sono stati molti franchi tiratori anche di diverso segno visto che Massimo D’Alema ottiene ben 15 voti e ci sono 1 o 2 voti per Veltroni, Napolitano, Emma Bonino e altri.

I montiani e i centristi si compattano dal canto loro sulla candidatura Cancelleri che raccoglie 78 voti, e dunque più dei “numeri teorici” del solo centro. Segno che almeno alcuni votanti del PdL sono confluiti su di lei. 

Il centrodestra ha infatti scelto, su indicazione di Berlusconi e dei militanti, di non votare e di unirsi alle manifestazioni davanti Montecitorio. Alcuni parlamentari del centrodestra  sono comunque andati a votare manifestando dissenso pubblicamente: la Mussolini e la siciliana Simona Vicari hanno indossato una T-shirt con su scritto “Il diavolo veste Prodi”.

Prodi non raccoglie nemmeno la “soglia psicologica” dei 450 voti e dunque potrebbe considerarsi un candidato “bruciato” come lo era stato Marini che aveva raccolto 521 voti al primo scrutinio.

Tutto da rifare, mentre la tensione dentro e fuori il Parlamento aumenta.

 

Nella foto: Stefano Rodotà (tratta da Wikipedia)


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