Flop Piano Giovani, Crocetta: “Azzeriamo i 1.600 tirocini assegnati”

Dopo la valanga di polemiche, le minacce di ricorsi e di esposti in Procura, il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, a quanto pare, ha deciso: il Piano Giovani è da rifare. I 1.600 tirocini assegnati a luglio e agosto con il disastroso “click day”, saranno revocati.

La notizia è riportata stamattina sul quotidiano la Repubblica: “Azzeriamo tutto e rifacciamo la selezioni con un altro meccanismo che non veda premiante soltanto il tempo, cioè chi prima si collega al sito” dice il presidente della Regione.

“Il Piano giovani va avanti, – assicura Crocetta- quello dei tirocini era soltanto una parte dell’iniziativa e comunque ripeteremo l’assegnazione entro settembre, ai ragazzi prometto che questo piano creato per loro non si fermerà”.

A convincere il Governo regionale a fare un passo indietro sarebbe stata la relazione di Sicilia-eServizi, la società informatica  regionale guidata da Antonio Ingroia, secondo cui ” solo il 46 per cento dell’utenza che ha tentato di accedere ha potuto concorrere all’aggiudicazione delle prime 800 posizioni  premiate il 5 agosto, mentre il restante 54 per cento non ha avuto la stessa pari opportunità”. E ancora: “Non può sottacersi che, – si legge sempre sulla relazione di Ingroia- a parere della scrivente società, vi è stato un errore nell’analisi e nella modellizzazione del processo, nella misura in cui il fornitore non ha tenuto conto, così come avrebbe dovuto, del fattore tempo e dei comportamenti parossistici dell’utenza”.

Problemi tecnici, dunque, di cui si erano accorti subito gli stessi ragazzi rimasti esclusi dalla selezione e poi ammessi anche dallo stesso assessorato alla Formazione.  Il sito, insomma, non sarebbe stato tarato al numero potenziale degli accessi né aveva filtri per evitare che uno stesso utente potesse collegarsi più volte.

Se a convincere Crocetta sia stata la relazione di Ingroia o il timore di una indagine della magistratura (non solo contabile) non è dato sapere.

Cioò che è certo è che la protesta partita dal web ha raggiunto il suo obiettivo.

 

 

 

 


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