la raccolta firme per l'autoscioglimento dell'Ars

Le opposizioni in protesta dopo l’inchiesta su Cuffaro. M5s: «Raccogliamo le firme per sciogliere l’Ars»

Una raccolta firme per l’autoscioglimento dell’Ars. Le opposizioni lanciano una sfida al governo Schifani: «Ormai ha esaurito la sua corsa. Fallimenti e scandali sono sotto gli occhi di tutti. Vediamo chi tra i deputati è disposto a riconoscerlo».

Il clima all’Ars

La notizia è rimbalzata ieri. E il clima all’Assemblea regionale siciliana, nel pomeriggio di ieri, era di quelli che si possono tagliare con il coltello. Per protesta hanno abbandonato l’aula i deputati di Partito democratico, Movimento cinque stelle e Controcorrente. Un segno di dissenso contro il governo regionale. Dopo avere protestato anche per l’ennesima assenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani. A scatenare l’ira di Pd, M5s e Controcorrente è stata l’indagine della procura di Palermo. Quella che ha investito il settore della Sanità nell’Isola. E ha portato alle accuse, a vario titolo, di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione dell’ex governatore della Sicilia e leader della Democrazia cristiana Totò Cuffaro, del deputato di Noi Moderati Saverio Romano e di altre 16 persone.

Le opposizioni abbandonano l’aula per protesta

La seduta, sin dall’apertura dei lavori, ha dimostrato la fibrillazione strisciante. Il deputato Ismaele La Vardera aveva chiesto all’assessora Daniela Faraoni, come rappresentante dell’esecutivo regionale, di rispondere non sui temi all’ordine del giorno. Avrebbe, secondo La Vardera, dovuto intervenire sui fatti di cronaca. Proprio in quanto assessora alla Salute della Regione Siciliana. I lavori, però, sono proseguiti regolarmente. Ma, appena un’ora dopo dall’inizio, le opposizioni hanno dichiarato la loro contrarietà e sono insorte chiedendo la sospensione della seduta. «Abbandoniamo l’aula per denunciare il silenzio e l’assenza del presidente Schifani di fronte al disastro della sanità siciliana. Da settimane chiediamo che venga in aula a riferire, ma continua a sottrarsi al confronto, come se nulla stesse accadendo», ha detto in aula il capogruppo del Pd Michele Catanzaro.

Le 36 firme per l’autoscioglimento dell’Ars

Preso atto della decisione dei deputati del Pd, M5s e Controcorrente, il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola ha dichiarato chiusa la seduta. Precisando che «in assenza dei firmatari, le interrogazioni verranno trasformate in scritte, così che ogni deputato potrà avere una risposta». A margine della seduta, Di Paola ha annunciato che «il M5S è pronto a raccogliere le 36 firme necessarie per l’autoscioglimento dell’Ars e porre fine a questa legislatura ormai in crisi irreversibile». Il coordinatore siciliano del M5s ha spiegato anche che «da domani avvieremo i contatti con tutti i deputati per capire chi tra loro è disposto a riconoscere che questo governo ha ormai esaurito la sua corsa».

Di Paola ha poi fatto riferimento ai «ripetuti fallimenti dell’esecutivo e gli scandali che lo hanno coinvolto, e che sono sotto gli occhi di tutti. La nostra azione velocizzerebbe i tempi rispetto a una mozione di sfiducia, accorciando l’agonia di un governo ormai alla canna del gas. Questa terra martoriata – ha concluso Di Paola – ha bisogno di un’alternativa a questo disastroso centrodestra. L’autoscioglimento sarebbe l’occasione giusta per accelerare i tempi del cambiamento”.


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