Estorsioni, otto persone fermate tra Noto e Avola Rogo di un camion per rifiuto di assumere operai

Operazione della polizia stamani nel Siracusano. Sono otto le persone destinatarie di provvedimenti di custodia cautelare, emessi dai giudici per le indagini preliminari di Catania e Siracusa, con l’accusa di tentata estorsione e danneggiamento aggravato dal metodo mafioso nell’ambito dell’inchiesta Piazza pulita.

Stando alle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, in quattro avrebbero messo in atto un tentativo di estorsione ai danni della Roma costruzioni srl, società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Noto. A partecipare all’operazione, oltre alla Squadra mobile di Siracusa, sono anche i militari della guardia di finanza che hanno fermato il 62enne Angelo Monaco, esponente del clan Trigila con precedenti per associazione mafiosa; Pietro Crescimone, 55enne con precedenti per reati contro il patrimonio; Giuseppe Casto, 35enne che, dopo essere stato condannato per omicidio, avrebbe commesso i fatti a lui contestati durante la fruizione di un permesso premio; e infine Vincenzo Guglielmino, 63 anni, imprenditore della società per la raccolta dei rifiuti E.F. Servizi Ecologici per il quale sono stati disposti i domiciliari.

Gli inquirenti hanno ricostruito così la dinamica dei fatti: in concomitanza con l’insediamento a Noto della Roma costruzioni, Guglielmino avrebbe chiesto, per conto di Monaco, l’assunzione di due operai. Davanti al rifiuto dell’impresa, il gruppo avrebbe pianificato ed eseguito, circa un mese e mezzo dopo, l’incendio di un autocompattatore.

Ad Avola, la polizia del locale commissariato sta eseguendo tre ordinanze di custodia in carcere e una ai domiciliari. Tutti i soggetti fermati sono accusati di tentata estorsione in concorso. Si tratta dei fratelli Giovanni, Giuseppe e Claudio Aprile, di 39, 40 e 34 anni, e del 44enne di Portopaolo di Capo Passero Salvatore Midolo. Gli investigatori hann oaccertato che un imprenditore di Rosolini aveva subito il furto nella propria azienda agricola di un Bobcat e di un Fiat Daily. Mezzi la cui restituzione era stata proposta dopo il pagamento di diecimila euro


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