Elezioni a sindaco, la Caronia fa infuriare il Pdl

Nei giorni scorsi, a sorpresa, dopo aver ‘incassato’ il “no” della magistratura amministrativa a un ricorso che avrebbe voluto ‘disarcionarla’ da Sala d’Ercole (la solita storia dell’incompatibilità tra il ruolo di amministratore comunale e quello di deputato regionale) la bella Marianna Caronia ha lanciato la propria candidatura a sindaco di Palermo. Pur facendo parte del Pid, sigla che sta per Popolari per l’Italia di domani, la parlamentare ha lasciato intendere che, la sua, è una candidatura indipendente.
La cosa, però, non va a genio ai coordinatori provinciali e cittadini del Pdl di Palermo, che chiedono ‘lumi’ al Pid di Saverio Romano. “Apprendere dai manifesti che un parlamentare regionale del Pid abbia avviato una consultazione popolare finalizzata a sostenere la propria candidatura a sindaco di Palermo – dicono i coordinatori del Pdl – rappresenta una violazione dei rapporti tra partiti alleati a livello locale, regionale e nazionale. Chiediamo con forza ai dirigenti cittadini e provinciali del Pid di chiarire se si tratta di una decisione che impegna il partito“.
Sulla carta Pdl e Pid dovrebbero essere alleati. Anche alle prossime elezioni comunali di Palermo. Ma siccome i berlusconiani del capoluogo siciliano sembrano un po’ imbambolati dopo le batoste prese dal partito a Roma (e, soprattutto, dopo che Gianfranco Miccichè ha sfasciato il Pdl siciliano), la Caronia ha bruciato tutti sul tempo e si è già presentata al cospetto degli elettori con una campagna pubblicitaria che ha mandato in bestia gli ‘addormentati’ del Pdl.
“Abbiamo registrato un forte disorientamento tra i nostri elettori aggiungono i coordinatori del Pdl – e in un momento così delicato fughe in avanti rischiano di compromettere i rapporti di alleanze in vista di importanti impegni elettorali e parlamentari”.
Nel Pdl di Palermo, a volerla dire tutta, non sanno che pesci pigliare. Non sanno nemmeno con chi allearsi, dal momento che Forza del Sud di Gianfranco Miccichè va un po’ di qua (con il Pdl per un’imporbabile candidatura dello stesso Miccichè alla presidenza della Regione) e un po’ di là (strizzando l’occhio al terzo polo che Rita Borsellino non vuole tra i piedi nella sua corsa a sindaco per la sinistra).
Il risultato è che il Pdl non ha ancora un canditato a sindaco. Un po’ perché sono convinti di perdere (e non gli si può dare torto). Un po’ perché altri non vogliono la parlamentare nazionale Simona Vicari candidata. Un po’ perché il deputato regionale Francesco Scoma, di certo l’esponente con il maggiore ‘pacchetto’ di voti, sembra avere – a proposito della propria candidatura a sindaco di Palermo – un cuore d’asino e un cuore di leone: si vorrebbe candidare (cuore di leone), anche perché, per lui, ora come ora non c’è altro di meglio; ma teme di prendere una bella batosta (cuore d’asino). Così nicchia.
C’è, infine, un altro possibile candidato: Roberto Lagalla, che potrebbe mettere d’accordo Pdl, terzo polo (che, per l’occasione, riallaccerebbe i rapporti con i berlusconiani) e, forse, anche Forza del Sud.

 


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