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L’azienda si chiama meg, sigla che sta per millennium energy group. E’ un gruppo americano che ha deciso di investire circa 100 milioni di euro in sicilia nel settore delle energie alternative. Dove? nell’area industriale di termini imerese. E sarebbero pronti, una volta entrati a regime, ad assumere 700 addetti. Questa società statunitense è titolare di un brevetto per la produzione di batterie per immagazzinare energia prodotta con il sole o con il vento. Per la sicilia sarebbe un toccasana, se è vero che, vuoi per la disorganizzazione, vuoi per problemi strutturali, la nostra rete non sembra in grado di accumulare e smistare tutta l’energia alternativa prodotta (e, soprattutto, quella che potremmo produrre a breve). Tant’è vero che, fino a qualche anno fa, balenava il dubbio che molte delle tante pale eoliche disseminate per la nostra isola girassero a vuoto (dopo aver incassato lauti contributi dal ministero dell’ambiente: ma questa è un’altra storia).

L’azienda si chiama meg, sigla che sta per millennium energy group. E’ un gruppo americano che ha deciso di investire circa 100 milioni di euro in sicilia nel settore delle energie alternative. Dove? nell’area industriale di termini imerese. E sarebbero pronti, una volta entrati a regime, ad assumere 700 addetti. Questa società statunitense è titolare di un brevetto per la produzione di batterie per immagazzinare energia prodotta con il sole o con il vento. Per la sicilia sarebbe un toccasana, se è vero che, vuoi per la disorganizzazione, vuoi per problemi strutturali, la nostra rete non sembra in grado di accumulare e smistare tutta l’energia alternativa prodotta (e, soprattutto, quella che potremmo produrre a breve). Tant’è vero che, fino a qualche anno fa, balenava il dubbio che molte delle tante pale eoliche disseminate per la nostra isola girassero a vuoto (dopo aver incassato lauti contributi dal ministero dell’ambiente: ma questa è un’altra storia).

L’azienda si chiama meg, sigla che sta per millennium energy group. E’ un gruppo americano che ha deciso di investire circa 100 milioni di euro in sicilia nel settore delle energie alternative. Dove? nell’area industriale di termini imerese. E sarebbero pronti, una volta entrati a regime, ad assumere 700 addetti. Questa società statunitense è titolare di un brevetto per la produzione di batterie per immagazzinare energia prodotta con il sole o con il vento. Per la sicilia sarebbe un toccasana, se è vero che, vuoi per la disorganizzazione, vuoi per problemi strutturali, la nostra rete non sembra in grado di accumulare e smistare tutta l’energia alternativa prodotta (e, soprattutto, quella che potremmo produrre a breve). Tant’è vero che, fino a qualche anno fa, balenava il dubbio che molte delle tante pale eoliche disseminate per la nostra isola girassero a vuoto (dopo aver incassato lauti contributi dal ministero dell’ambiente: ma questa è un’altra storia).

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