Dolce&Gabbana, sfilata con piazza Pretoria blindata  Orlandiani divisi. Carollo: «Potevamo risparmiarcelo»

Il palco a piazza Pretoria già questa mattina è stato smontato, e dell’evento di moda firmato Dolce & Gabbana rimarranno le numerose foto, il ritorno d’immagine della città e gli investimenti che, al momento, sono solo sulla carta. Palazzo delle Aquile e i Quattro Canti tornano accessibili, dopo essere stati transennati con la gente assiepata sulle transenne e i selezionatissimi (e pochissimi) ospiti che hanno potuto accedere all’area dove si è svolta la sfilata. Da giorni a Palermo non si parla d’altro, specie sui social. Accanto alle esaltazioni e agli apprezzamenti, anche da parte del Comune, non tutti hanno dimostrato di aver apprezzato. In pochi, in ogni caso, hanno argomentato le critiche e le difese.  

I due stilisti hanno diviso anche chi di solito cammina politicamente insieme. È il caso di Sinistra Comune. Per Sergio Lima: «Quello che, mi pare, si stia tentando è la costruzione di un brand Palermo basato su una visione di città – scrive oggi in un post già molto apprezzato -. E in questo processo operazioni come quella delle sfilate di D&G, nonostante la mia personale antipatia per i due, servono non solo e non tanto a far vedere le meraviglie della città quanto a proiettare Palermo fuori dal cono d’ombra dell’identificazione con la città della mafia e riposizionarla anche nel senso comune. Nel mondo contemporaneo riuscire in questa impresa significa creare le condizioni per investimenti e lavoro, significa attrarre risorse e costruire opportunità». 

Posizione molto differente rispetto a quella di Luigi Carollo, uno dei quattro portavoce di Sc, che invece ieri aveva scritto: «Quando il Ponte Vecchio a Firenze fu affittato alla Ferrari per una cena privata molti/e di noi provarono un certo fastidio (diciamo anche incazzatura). Certo era facile: Firenze, simbolo del renzismo, etc... Piazza Pretoria e il Palazzo di Città chiusi alla città e resi esclusivi per una sfilata D&G (anche solo per una sera, come quella cena del resto) sono una cosa molto differente? Io ho votato Orlando e gli voglio pure bene… però almeno quel luogo lo avrei risparmiato da questa celebrazione».

Per non parlare degli anti-orlandiani, a partire da Tony Pellicane, che alle ultime consultazioni amministrative ha sostenuto la candidata sindaco Nadia Spallitta, se la prende proprio coi sostenitori da sinistra del sindaco: «Se a Palermo D&G li avesse portati l’ex sindaco Cammarata certi sinistri sarebbero insorti contro il capitalismo che schiaccia i proletari. Ma D&G arrivano anche per volere di Orlando che gli svende Piazza Pretoria … e che fanno certi sinistri? Nulla, non fanno proprio nulla». Di fronte all’opulenza dello spettacolo allestito c’è chi ha contrapposto i drammatici dati sulla disoccupazionesull’emigrazione che ancora attanagliano la città. E chi invece la carenza di servizi, che rimane, dopo la festa. Come fa Tony Troja, che ironicamente afferma di pensare «a quei poveri turisti che verranno a Palermo dopo aver visto lo spot di D&G, convinti di trovare  una città pulita, sicura, funzionale».


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