Dieci arresti, presa gang di Librino «Rubavano per fare regali alle zite»

Sgominata una banda di giovani rapinatori a LibrinoDieci arrestati, tra cui quattro minorenni e due donne responsabili, da dicembre a marzo, di cinque rapine e del furto di un’auto da utilizzare come ariete  – con la cosiddetta tecnica della spaccata – per uno dei colpi. Vittime i titolari di esercizi commerciali, bar, gioiellerie ma anche cittadini scippati.

Tra i componenti del gruppo criminale, tutti residenti a Librino, solo uno è riuscito a sfuggire all’arresto. Gli altri, Antonino Grancagnolo, di 22 anni, Santo Pulvirenti e Giovanni Sciacca, entrambi di 31, Vito Cunsolo, di 20, Agata Giuffrida, di 37, G.S., di 17, L.R.C., di 15, e I.S.D., una ragazza di 15 anni, sono stati fermati dai Carabinieri del comando provinciale di Catania con l’accusa di organizzazione a delinquere insieme ai due capi banda, identificati dagli investigatori in Gaetano Marino, di 21 anni, e nel fratello minorenne A. di 16.

I due, infatti, erano soggetti già noti alla Procura che indagava su di loro dall’omicidio di Rosario Sciuto, il 25 novembre 2011 a Librino, rispetto al quale erano emersi elementi indiziari nei confronti dei due fratelli. Secondo le indagini, i Marino sarebbero stati a capo di un gruppo di giovani violenti protetti da Fabrizio Nizza, elemento di spicco del clan Ercolano Santapaola.

L’arresto dei quattro minorenni arricchisce i dati divulgati ieri dal centro di prima accoglienza del ministero della Giustizia che registrano 90 casi di minori arrestati in città e 43 in provincia nel 2011. Catania occupa il quarto posto dopo Roma, Milano e Napoli per numero di ingressi nei c.p.a. e la maggior parte dei minori proviene proprio dal quartiere di Librino e da quello di San Giorgio.

Dal dicembre 2011 all’aprile di quest’anno, il gruppo si sarebbe specializzato nell’esecuzione di colpi seriali con veicoli pesanti per lo sfondamento di vetrine e porte blindate. Tra i componenti della gang, le due donne, una delle quali minorenne, sarebbero state, invece, le «muse ispiratrici» dei capi banda che, secondo gli investigatori, avrebbero compiuto le rapine per fare regali alle fidanzate, ora ai domiciliari.

 

[Foto di Hans_van_Rijnberk]


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