È il 9 maggio del 1943, attorno a mezzogiorno, quando a Palermo si scatena l'inferno. Bastano 10 minuti per radere al suolo intere parti di città. Oggi quelle cicatrici rimangono lì. Segno di memoria o di trascuratezza? «Si tratta di una consapevolezza culturale prima che di una possibile attrazione turistica»