Cosa cambierà in Europa? Praticamente nulla. A parte le proteste degli euroscettici, comanderà ancora la Germania

IN ITALIA, CON IL RISULTATO DI QUESTE ELEZIONI, SI RIDURRANNO GLI SPAZI DI DEMOCRAZIA. E A COMANDARE SARANNO ANCORA I TEDESCHI

In democrazia gli elettori hanno sempre ragione. Anche quando non vanno a votare. Anche se va detto che, in queste elezioni europee, alla fine, l’astensione c’è stata, ma non da record.

La ‘lettura’ di queste elezioni – almeno dal nostro punto di vista – presenta due volti: uno italiano e l’altro europeo.

Quello italiano è piuttosto chiaro: ha vinto il PD. Una vittoria un po’ strana, a dir la verità, che ‘incorona’ leader un personaggio – Matteo Renzi – che come non sembra irresistibile. Anzi. Ma se la gente lo vuole, beh, è giusto che sia il leader.

Questo 40 per cento del PD coincide con l’imminente presidenza italiana in un’Europa nella quale, invece, avanzano gli euroscettici. Un elemento piuttosto strano. Una coincidenza che finisce con l’avallare l’immagine di un’Italia legatissima all’euro in un momento in cui la moneta unica – nel resto d’Europa – comincia ad essere messa seriamente in discussione.

A noi il risultato di queste elezioni ricorda molto il referendum in Grecia. Mentre la gente era in piazza che protestava contro l’Europa unita, la stessa popolazione greca andava a votare e, in maggioranza, decideva di restare nell’Unione europea…

In Italia succede la stessa cosa. L’economia italiana è allo sbando. Le imprese chiudono. La disoccupazione cresce. La povertà è in spaventoso aumento. E gli italiani vanno a votare in massa per quelle forze politiche che, nella migliore delle ipotesi, non si oppongono a questo disastro.

 

Anzi, c’è qualcosa in più di inquietante: nel nostro paese vince un Governo che, tra qualche settimana, al di là della buffonata degli 80 euro, si accinge a caricare sulle spalle delle famiglie italiane una montagna di nuove tasse e di nuove imposte.    

A parte il successo della Lega Nord – milione e 800 voti – gli euroscettici in Italia non vanno avanti. Lo stesso Movimento 5 Stelle – che pure ha solo proposto il referendum sull’euro – perde voti.

Siamo proprio curiosi di capire come dovrebbero cambiare le cose in Europa. Il leader della Lega, Matteo Salvini, dice che in Europa esiste già un grande schieramento anti-euro. Noi ci crediamo fino a un certo punto. Anzi, secondo noi, a parte le proteste di piazza, cambierà ben poco.

Siamo arrivati alla ‘lettura’ europea’ di queste elezioni. Non ci sembra che in Europa cambierà molto. Ppe e Socialisti sono ancora maggioritari. E designeranno il presidente della Commissione europea. La linea politica e monetaria non cambierà. La politica economica dell’Unione europea non cambierà.

 

Gli antikeynesiani continueranno a governare l’Europa e l’euro. Non ci sarà il superamento di quella che in Italia si chiama “austerità”. La stretta monetaria non subirà un rallentamento. Anzi, attendiamoci un inasprimento. Attendiamoci ancora deflazione. E quindi recessione e depressione economica.

Renzi dice che bisogna cambiare l’Europa. Ma chi dovrebbe cambiarla? Certo, in Francia il Governo più ‘europeista’ che socialista di Hollande è ‘cotto’. Ma gli euroscettici, pur essendo andati avanti in tutta Europa, non hanno numeri da brivido. Hanno i numeri per protestare, ma non per governare. 

Morale: non vediamo all’orizzonte cambiamenti. Ci piacerebbe essere smentiti. Ma non si possono ipotizzare grandi novità.

Vediamo un’Europa dove la Germania continuerà a prevalere.

Vediamo una secca riduzione della democrazia in Italia. Faranno sparire il Senato, le Province e daranno una stretta pesante anche alle Regioni. Comprese le cinque Regioni a Statuto speciale.

Guarda caso, questa vittoria di Renzi coincide con la volontà dell’Europa dell’euro di smantellare quasi tutti i presidi di democrazia nel nostro Paese. Anche questo è strano.

Le ‘riforme’ che vogliono attuare nel nostro Paese – almeno da quello che abbiamo visto finora – non riguardano l’economia, ma la democrazia. La riduzione della democrazia con il voto popolare…

Che dire? Lo ripetiamo: speriamo di essere smentiti.


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