Prima udienza del processo per corruzione a carico del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, tra richieste di costituzione di parte civile e ipotesi di trasferimento. Durata neanche mezz’ora, al tribunale di Palermo, l’udienza è stata presto sospesa e riaggiornata al 18 giugno. Insieme al politico, il suo autista Roberto Marino – difeso dall’avvocato Salvatore Sansone – […]
Corruzione, processo a Galvagno: tra le richieste di parte civile e l’ipotesi di trasferimento a Catania
Prima udienza del processo per corruzione a carico del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, tra richieste di costituzione di parte civile e ipotesi di trasferimento. Durata neanche mezz’ora, al tribunale di Palermo, l’udienza è stata presto sospesa e riaggiornata al 18 giugno. Insieme al politico, il suo autista Roberto Marino – difeso dall’avvocato Salvatore Sansone – nel procedimento che comprende anche le accuse di peculato e falso. E oggi è arrivata la richiesta di costituzione di parte civile dalla stessa presidenza della Assemblea regionale siciliana e da quella della Regione siciliana. Davanti alla quale gli avvocati Ninni Reina e Antonia Lo Presti, legali di Galvagno, che non era presente in aula, hanno chiesto e ottenuto il rinvio.
L’ipotesi di trasferimento del processo a Catania
«Oggi abbiamo anticipato che verrà presentata eccezione sulla competenza territoriale dal tribunale di Palermo a quello di Catania – annunciano i legali Reina e Lo Presti -. Istanza che verrà formulata in maniera compiuta alla prossima udienza». Eccezione che, spiegano gli stessi avvocati, potrebbe estendersi ad alcune intercettazioni. Per le quali, secondo il loro giudizio, «c’è un problema giuridico molto serio».
La strada parallela degli altri coinvolti
E mentre Galvagno e Marino si trovano già a processo, dopo la richiesta di giudizio immediato, gli altri coinvolti nell’indagine sono ancora in fase di udienza preliminare. Si tratta dell’ex portavoce del presidente dell’Ars Sabrina De Capitani, dell’imprenditrice Marcella Cannariato e l’imprenditore Alessandro Alessi, insieme alla dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana Marianna Amato.
Le contestazioni della procura di Palermo
Secondo la procura, Galvagno e De Capitani, avrebbero piegato gli interessi pubblici a quelli privati di Cannariato, rappresentante in Sicilia della fondazione Marisa Bellisario e vicepresidente della fondazione Tommaso Dragotto, facendo finanziare dalla presidenza dell’Ars una serie di eventi. Tra quelli finiti sotto la lente d’ingrandimento c’è Donna, Economia e Potere realizzato proprio dalla fondazione Bellisario. Galvagno avrebbe fatto avere dalla presidenza dell’Ars un contributo di 15mila euro e dalla fondazione Federico II 12.200 euro alla fondazione Tommaso Dragotto, per La Sicilia per le donne e avrebbe fatto inserire nella legge di Bilancio del 2023, durante una seduta da lui presieduta, sempre in favore della fondazione, 100mila euro destinati all’evento Un Magico Natale edizione 2023 e di 98mila euro per l’edizione 2024.
In cambio, contesta l’accusa, Galvagno avrebbe ottenuto un incarico di consulenza legale da parte della A&c Broker (società legalmente rappresentata da Cannariato) per la cugina Martina Galvagno; la nomina di Franco Ricci, compagno di De Capitani, nel consiglio d’amministrazione di Sicily By Car (società della famiglia della Cannariato), e un incarico per Marianna Amato, da parte della fondazione Tommaso Dragotto, per l’organizzazione La Sicilia per le donne.
Contestati anche incarichi retribuiti ad Alessandro Alessi, Marianna Amato, Davide Sottile e la stessa De Capitani per l’ edizione 2023 di Un Magico Natale. Ad Alessi la fondazione Tommaso Dragotto avrebbe dato l’incarico dell’organizzazione dell’evento con l’accordo che l’imprenditore avrebbe restituito almeno 20mila a Cannariato e fatto avere altre somme ad Amato e De Capitani. A Galvagno e all’ex autista Marino è contestato il peculato per l’uso a fini privati dell’auto di servizio che sarebbe stata per 60 volte a disposizione per scopi personali. Infine, Marino e Galvagno rispondono di truffa e falso: l’ex autista avrebbe dichiarato di decine di missioni mai fatte e vidimate da Galvagno, intascando circa 19mila euro tra rimborsi e diarie.