Fidelizzazione: così i pm di Palermo definiscono il rapporto fra Totò Cuffaro, Saverio Romano e il manager dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone. Attraverso vari interventi in suo favore, dalla nomina al vertice dell’azienda sanitaria provinciale al trasferimento della moglie da Messina a Palermo. I due esponenti politici avrebbero condizionato Caltagirone al punto da averlo a disposizione per le questioni di loro interesse. […]
Corruzione: il metodo Cuffaro, la fidelizzazione dei manager
Fidelizzazione: così i pm di Palermo definiscono il rapporto fra Totò Cuffaro, Saverio Romano e il manager dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone. Attraverso vari interventi in suo favore, dalla nomina al vertice dell’azienda sanitaria provinciale al trasferimento della moglie da Messina a Palermo. I due esponenti politici avrebbero condizionato Caltagirone al punto da averlo a disposizione per le questioni di loro interesse. Soprattutto per quel che riguarda gli appalti dell’azienda aretusea.
Corruzione a Villa Sofia Cervello
Un percorso logico ricostruito nell’impugnazione con cui la procura chiede gli arresti domiciliari per Cuffaro anche per queste ipotesi. Mentre il Gip Carmen Salustro ha circoscritto la misura cautelare solo alla vicenda riguardante l’aggiustamento di un concorso per l’assunzione di operatori sociosanitari all’azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello di Palermo. Il percorso comincia all’inizio dello scorso anno a casa di Cuffaro. Quando Caltagirone si ritrovò con Saverio Romano (deputato nazionale di Noi moderati, nei cui confronti il Gip ha detto di no ai domiciliari e la Procura non ha fatto appello) e l’assessore regionale Elvira Amata, imputata in un’altra inchiesta per corruzione ma non in questa vicenda.
L’assessore di Fratelli d’Italia aveva sposato la causa della nomina di Caltagirone al vertice di una Asp. Oppure di un grosso ospedale siciliano. «L’intervento si deve fare, se pensiamo che Schifani si fa i ca… cavoli suoi e non interloquisce, cioè qualcuno ci deve parlare, io ci parlo». L’ex presidente della Regione siciliana insisteva per battere tutte le strade possibili, per portare Caltagirone in una prima ipotesi a Messina (Parla con la rettrice Giovanna Spatari). Poi cercando di convincere Amata a cercare una segnalazione del ministro della Salute, Orazio Schillaci.
Fidelizzazione dei manager della sanità
Caltagirone venne poi nominato a Siracusa, sempre grazie a Cuffaro. Ma ricevette anche un secondo favore: il trasferimento della moglie, Maria Clara Canzoneri, da Messina a Palermo. La donna infatti era stata protagonista di un braccio di ferro e di una lunga contrapposizione con il direttore generale dell’Azienda siciliana trasporti, in cui lavorava. Il dirigente Mario Parlavecchio però cambiò atteggiamento dopo una chiamata di Cuffaro. Interrogato dai pm, il 6 dicembre scorso, ha confermato i fatti storici così come erano stati ricostruiti dai carabinieri del Ros.
Una volta a Siracusa, Caltagirone, aderendo ai desiderata di Cuffaro e Romano, avrebbe favorito la ditta Dussmann nell’aggiudicazione di alcuni appalti. «Da novembre 2023 a gennaio 2024 – scrivono i pm nell’atto di appello – il Caltagirone ha ricevuto dal Cuffaro utilità di assoluto rilievo. Una intermediazione politica per divenire Dg e il supporto per risolvere i problemi di collocamento lavorativo della moglie. Tali utilità, se si ritiene dimostrata la strategia propria del metodo Cuffaro, come fa il Gip nelle sue stesse valutazioni, vanno inscritte in un’opera di fidelizzazione del manager. Che in questo caso avrebbe messo a disposizione il suo ruolo per gli interessi del duo Cuffaro-Romano».