Coppia gay aggredita mentre passeggia «Picchiati perché si tenevano per mano»

Una coppia di gay è stata aggredita a Palermo ieri sera, in via dell’Università, nei pressi di via Maqueda, in pieno centro storico. I due, di Torino, erano in vacanza nel capoluogo e stavano cercando un albergo insieme ad altri due amici, quando sono stati circondati da un gruppo di ragazzini. forse quattro, che prima li avrebbero insultati perché si tenevano per mano, poi li hanno circondati e aggrediti. Solo con l’intervento degli altri due amici i ragazzini si sono dati alla fuga.

Una delle due vittime, un 29enne, è rimasta ferita, soccorsa dal personale del 118 è stata portata al pronto soccorso, da cui è stato dimesso poche ore dopo con una prognosi di 25 giorni: ha una frattura al naso e diverse lesioni al volto, dove sarebbe stato colpito da diversi pugni. Indaga la polizia che ha acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per risalire agli autori del gesto, ma l’eco della notizia ha già girato tutta la penisola riscontrando reazioni di sdegno e puntando inevitabilmente ancora una volta i riflettori sul Ddl Zan, in discussione in Parlamento. 

«L’aggressione a una coppia gay in via Maqueda rappresenta un atto vile che nulla ha a che vedere con il cambiamento culturale di una città che promuove, giorno dopo giorno, i diritti della persona – commenta il sindaco Leoluca Orlando – Questo episodio criminale ribadisce inoltre l’importanza e l’urgenza dell’approvazione del ddl Zan. La politica non può più perdere tempo».

«Dell’aggressione di Palermo non mi colpisce soltanto la ferocia; e non mi ferisce soltanto l’umiliazione e il grande dolore di chi l’ha subita – dice la senatrice Pd Monica Cirinnà, autrice della legge che consente a coppie dello stesso sesso di contrarre legalmente matrimonio – Quello che mi sconvolge profondamente è la giovanissima età degli aggressori. Vorrei se ne rendessero conto tutti coloro che, per motivi di convenienza politica, strumentalizzano il ddl Zan, attaccando in particolare la sua seconda parte. Quella parte che vuole intervenire sull’educazione e sulla formazione, per promuovere una cultura del rispetto. Questo fa paura a chi vive di oscurantismo? Problemi loro. Noi non possiamo tirarci indietro di fronte alla costruzione di una società più aperta e inclusiva»


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