Foto di Sonia Alfano

Controcorrente, il casting dei buoni poco nuovi: da Borsellino ad Alfano, funzionaria in Regione

Il gran galà del riciclo politico e civile: dove il nuovo che avanza somiglia a un buffet di avanzi riscaldati. Al centro della scena troviamo l’ex Iena e ora deputato regionale, Ismaele La Vardera. L’auto candidatosi alla guida della Regione Siciliana ha capito che, per sopravvivere nella giungla della politica siciliana, non basta più urlare contro i mulini a vento con un microfono. Serve una struttura. Ed ecco che nasce Controcorrente, un movimento che, a dispetto del nome, sembra navigare nel più rassicurante mare del c’è spazio per tutti. Negli ultimi tempi, la campagna acquisti di La Vardera ha preso i contorni di un vero e proprio casting televisivo, in cui si imbarca chiunque abbia un brand spendibile sul mercato del consenso.

Il grande mercato dei Dipartimenti

Controcorrente si è strutturata in dipartimenti. Una costellazione di sigle e nomine che serve a blindare l’immagine del leader. Il pezzo forte della collezione è, ovviamente, il dipartimento Legalità. Con l’ultimo acquisto che si chiama Salvatore Borsellino. La Vardera, che ha recentemente ottenuto la scorta dopo le sue denunce sulle concessioni demaniali a Mondello, sa che in Sicilia la patente di paladino dell’antimafia è il passpartout per eccellenza. Ma la sensazione è che si stia raschiando il fondo del barile del professionismo dell’antimafia. Dai giovani imprenditori agli esperti di movida, fino alle adesioni di interi pezzi di consiglio comunale (come il gruppo Oso a Palermo), il claim è sempre lo stesso: Forze fresche per cambiare la terra stupenda. Traduzione dal politichese: consiglieri comunali rimasti orfani di una casa politica che cercano una scialuppa di salvataggio per la prossima tornata elettorale.

Sonia Alfano e il bollino gold della legalità

Ma il vero colpo da novanta, o ritenuto tale, di La Vardera è l’adesione a Controcorrente di Sonia Alfano. Figura storica dell’attivismo e figlia di Beppe Alfano, il giornalista assassinato dalla mafia a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1993. Sonia Alfano non è l’ultima arrivata della società civile che si fa istituzione. Già europarlamentare con l’Italia dei Valori e presidente della Commissione speciale antimafia a Bruxelles. Ma, come troppo spesso accade con i suoi reclutamenti, a La Vardera è sfuggito qualcosa. E non di poco conto.

Il lavoro di Alfano in Regione: dall’ufficio di presidenza al deputato Fdi

Sonia Alfano lavora da molti anni come funzionaria presso l’amministrazione regionale (assunta in virtù delle tutele per i familiari delle vittime innocenti di mafia). I documenti ufficiali evidenziano la sua transizione verso uffici di diretta collaborazione politica e istituzionale. Come l’ufficio legislativo e legale della presidenza della Regione. Ed è in questo specifico ufficio della presidenza che Sonia Alfano risulta formalmente incardinata come funzionaria di ruolo. Ma ha anche ricevuto un distaccamento temporaneo (tecnicamente definito comando) per operare direttamente all’interno delle strutture dell’Ars.

Assegnata alla segreteria particolare del deputato segretario dell’Assemblea Giuseppe Galluzzo. Anche lui di Barcellona di Pozzo di Gotto, in quota Fratelli d’Italia ed eletto nel collegio Messina con 8877 voti di preferenza. Questo incarico di Alfano, come risulta dai decreti dirigenziali, inizia nel 2023 e viene prorogato nel 2025, estendendo la sua attività in questo ruolo fino al 31 dicembre 2026. E, in base ai decreti ufficiali dell’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica della Regione Siciliana, non risultano rinunce o dimissioni da questo specifico incarico.

Dal Grande Fratello elettorale al carrozzone dei buoni

Tutti ricorderanno l’esordio di La Vardera: la candidatura a sindaco di Palermo nel 2017 sponsorizzata da destra, finta allo scopo di girare un film-documentario (Italian Politics for Dummies) con le telecamere nascoste addosso a ignari alleati e avversari. All’epoca La Vardera usava la politica per fare spettacolo. Oggi usa lo spettacolo della società civile per fare politica. Il meccanismo di Controcorrente è semplice: identificare un trend sociale (ambiente, legalità, disabilità), trovare un volto spendibile, nominarlo presidente di dipartimento e, infine, monetizzare in termini di voti alle prossime elezioni.

Non proprio un progetto politico di rottura; ma più un’agenzia di collocamento per aspiranti candidati, sotto l’egida di un leader passato dalla (finta) candidatura con Matteo Salvini e Giorgia Meloni alla vera militanza con Cateno De Luca. Fino all’attuale posizionamento civico e solitario. Come al solito, un uomo solo al comando. Mentre La Vardera colleziona professionisti dei vari settori da esibire sui social, resta la domanda su quale sia l’idea di Sicilia di questo movimento e le sue vere anime dietro lo schermo.


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