Contratti di Fiume: oggi e domani convegno a Palermo

I LAVORI SI SVOLGONO A PALAZZO REALE, SEDE DEL PARLAMENTO SICILIANO. APPUNTAMENTO ORGANIZZATO DAL PARLAMENTARE DEL PD, ANTHONY BARBAGALLO. L’OCCASIONE PER PRESENTARE UN DISEGNO DI LEGGE

Qualche mese, a Pedara, sulle pendici dell’Etna, si è tenuto un incontro che aveva come oggetto il Contratto di Fiume “Pedara-Etna”. Allora, più di una persona pensò che si trattava del solito incontro per la realizzazione di iniziative che poco o niente avrebbero interessato tutti i cittadini e che, come spesso è accaduto negli ultimi decenni, si trattasse di una bolla di sapone. Pochi dedicarono la giusta attenzione al fenomeno dei Contratti di fiume, che proponeva la realizzazione di scenari di sviluppo durevoli proprio, perché condivisi nel modo più ampio possibile.

Oggi quelle stesse persone si sono rese conto che si sbagliavano. Sono passati solo tre mesi e lo strumento dei Contratti di Fiume pare si stia spandendo a macchia d’olio in Sicilia (in Italia sono già numerosi Contratti di Fiume realizzati, anche sottoforma di Contratti di Lago, Foce, Costa, ecc.), fino a coinvolgere molti soggetti e le autorità locali. Non solo, ma la figura del Contratto di Fiume pare stia assumendo una forma istituzionale che nessuno, solo qualche mese fa, forse avrebbe potuto prevedere. Tanto meno in un lasso di tempo così breve.

Oggi e domani, su iniziativa dell’On.le Anthony Barbagallo (PD), si tiene a Palermo – nei saloni di Palazzo Reale, la sede del Parlamento dell’Isola – un incontro per definire e condividere i contenuti di un disegno di legge innovativo (e per certi versi rivoluzionario) il cui obiettivo è quello di attivare a livello regionale i Contratti di Fiume e di utilizzarli come strumento amministrativo, inserendoli a pieno titolo nella Programmazione regionale 2014-2020. E per di più, cosa assolutamente innovativa nel percorso di definizione dei piani pluriennali di gestione dei fondi strutturali, in un’ottica di pianificazione e programmazione partecipata basata sulle potenzialità della green economy e sull’approccio bottom up (finora purtroppo poco utilizzato in Sicilia, e forse causa degli insuccessi dei precedenti POR).

Il disegno di legge che verrà definito nel corso delle due giornate di intenso lavoro suggerirà nuove tecniche di gestione amministrativa, ma anche per la progettazione delle iniziative locali e per la loro realizzazione oltre che per la loro valutazione e per il monitoraggio dei risultati.

Il tutto al fine di individuare uno strumento che consenta alla Sicilia di colmare il gap accumulato sia nell’attivazione degli strumenti amministrativi partecipati, sia nella redazione di progetti ammissibili a finanziamenti europei.

All’incontro hanno preso parte anche alcuni dei protagonisti dei Contratti di fiume sinora definiti a livello regionale con l’ausilio del Coordinatore Tavolo Nazionale Contratti di Fiume e del CoPe, e che presto aderiranno al Tavolo Nazionale Contratti di Fiume (il Cdf di Barcellona e il CdF di Terme Vigliatore; il CdF di Cesarò; il CdF di Pedara). Oltre, naturalmente, all’On.le Anthony Barbagallo, deputato all’Ars; al rappresentante del COPE, Giovanni Luzii; ad Antonella Teatino, Presidente per l’Italia dell’Associazione o2 network international – Agenda 21 Italy; a Massimo Bastiani, Coordinatore Tavolo Nazionale Contratti di Fiume e membro della Segreteria Tecnico Scientifica del Contratto di Fiume di Pedara; a Gian Vito Graziani, presidente del Consiglio nazionale dei Geologi; a Eugenio Cottone del Consiglio Nazionale dei Chimici; ad Angelo Sottile, membro della Segreteria Tecnico Scientifica del Contratto di Fiume di Pedara; ad Alessandro Albanese, Presidente Confindustria Palermo; a Mimmo Fontana di Legambiente Sicilia e a molti altri.

Già il primo giorno di lavori, tutti i partecipanti hanno confermato, nei loro interventi, la propria disponibilità e il proprio interesse per l’iniziativa e hanno manifestato il proprio impegno a contribuire attivamente alla realizzazione di un partenariato pubblico-privato destinato a promuovere e utilizzare le risorsa locali, nazionali e comunitarie in modo da consentire la crescita sostenibile della Sicilia e lo sviluppo di un settore bioindustriale in Sicilia, l’unico che, in un momento di crisi e di difficoltà come quello che sta caratterizzando l’economia del Paese, potrebbe contribuire in modo significativo a consentire una crescita sostenibile e sostenibile a breve e medio termine.

 


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