Chiude Gucci al Sicilia Outlet Village: «Per i 18 lavoratori ipotesi di posti anche fuori Regione»

Una certezza e una notizia che presto potrebbe diventare buona: da un lato il punto vendita Gucci all’interno del Sicilia Outlet Village di Agira, che chiude i battenti, dall’altro il futuro dei 18 lavoratori e la trattativa tra l’azienda e il sindacato per evitare in ogni modo il licenziamento.

La scelta di chiudere il negozio Gucci del Sicilia Outlet Village

Dietro la scelta di mettere il lucchetto al negozio della prestigiosa azienda di moda ci sarebbe una precisa scelta interna, a quanto pare scollegata da un calo delle vendite del punto vendita in territorio di Agira. «Forse c’è la volontà di rendere più snella la struttura di questo marchio, sicuramente si tratta di una volontà interna», spiega a MeridioNews Sirio Di Blasi, segretario generale della Filmcams Cgil Enna. Stando ai numeri diffusi nei giorni scorsi dal sindacato Gucci, che gestisce Luxury Goods Italia (LGI) e Luxury Good Outlet (LGO), ha realizzato un utile di 352 milioni e 565 mila euro, di cui 14 milioni di euro solo nell’outlet di Agira.

Un quadro positivo che tuttavia verrà presto aggiornato quando, con ogni probabilità il 22 ottobre, verranno pubblicati i dati sulle vendite del quarto trimestre del 2025. Gucci fa parte di Kering un gruppo internazionale che opera nel settore del lusso con sede a Parigi. Kering possiede, oltre a Gucci, marchi come Saint Laurent, Bottega Veneta e Balenciaga. Da inizio settembre, il nuovo amministratore delegato di Kering è Luca de Meo ed è stato proprio il manager italiano a sottolineare la necessità dei marchi del gruppo e in particolare di Gucci.

Il futuro dei lavoratori dello store Gucci ad Agira

«Abbiamo riaperto una fase di trattativa con l’azienda – aggiunge ancora al nostro giornale Di Blasi -. Siamo fiduciosi nell’ambito di ricollocamento in altri punti vendita. Gucci non ha mai mandato una lettera di licenziamento, ma ha sempre proposto questa soluzione». Epilogo che significherà trasferimento nei negozi che il marchio già possiede a Palermo o a Bari, in Puglia. Scelta che significherebbe mantenere il posto di lavoro, ma che potrebbe comunque cambiare radicalmente la vita dei 18 lavoratori.

«I lavoratori sono fiduciosi e sperano che questa trattativa vada in porto – precisa il segretario generale della Filmcams Cgil Enna – Quanto sta avvenendo ad Agira ricalca un’operazione fatta dall’azienda a Settimo Torinese. Anche in quel caso, i lavoratori interessati sono stati ricollocati e non hanno perso il posto di lavoro. La salvaguardia dei posti rimane l’unica soluzione». Per capire l’evoluzione di questa vicenda, la scadenza è fissata al 31 dicembre 2025. Tuttavia resta l’amaro in bocca per l’ennesima crepa nel mondo lavorativo della Sicilia centrale.


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