Cessione Palermo, tutte le tappe della trattativa Un closing che i tifosi attendono da oltre tre anni

È vero, il closing con le apposite firme ancora non c’è, ma nella trattativa per la cessione del Palermo mai si era arrivati così vicini alla chiusura. Nella giornata di oggi, infatti, la stessa società di viale del Fante, tramite il sito ufficiale, ha riportato un comunicato ufficiale della Financial Innovations Team SpA firmato dall’amministratore delegato Maurizio Belli. Questa società, con sede a Milano, nei giorni scorsi aveva manifestato l’interesse a rilevare il club e ha confermato l’acquisizione della totalità delle quote del Palermo. La trattativa, dunque, è da ritenersi conclusa positivamente, anche se per la firma bisognerà attendere ancora alcuni giorni per espletare le formalità necessarie. Il gruppo che acquisirà il Palermo è una società indipendente, nata dalla sintesi di alcuni manager in finanza e risk management. La Financial Innovations Team è specializzata nella consulenza internazionale, nel mondo accademico, nell’industria e nel settore finanziario con l’obiettivo di supportare imprese, intermediari finanziari, società pubbliche e associazioni di imprenditori.

Una cessione che ha radici lontanissime e su cui il patron rosanero, Maurizio Zamparini, cominciò a meditare dopo le difficoltà riscontrate nei progetti relativi alla costruzione degli impianti sportivi che più lo interessavano, quelle che sarebbero dovute diventare le case della squadra rosanero: vale a dire il centro sportivo che sarebbe dovuto sorgere a Carini e il nuovo stadio per cui si era pensato alla zona di San Filippo Neri (sulle ceneri del Velodromo, per intenderci) e per il quale ci si è fermati soltanto al progetto. Da lì, e dai cattivi risultati che hanno portato negli ultimi cinque anni e mezzo alle due retrocessioni in serie B con tanto di delusione e contestazione dei tifosi sempre più accesa, Zamparini cominciò a pensare di passare la mano «a patto – come da lui più volte dichiarato – di trovare un investitore serio e che avrebbe fatto il bene del Palermo». Insomma, la volontà è stata sempre quella di cedere a qualcuno che non fosse il primo che passa.

I primi passi furono mossi tra gli ultimi mesi del 2015 e i primi del 2016, quando lo stesso Zamparini dichiarò di essere alla ricerca di un miliardario arabo, russo o cinese che potesse investire. Il patron rosanero ricevette qualche manifestazione d’interessa da Stati Uniti e Cina e si rivolse a Joe Tacopina, presidente del Venezia, come possibile partner. Ad aprile del 2016 si parlò dell’interesse della famiglia italo-americana dei Viola che però evaporò in fretta. Dopodiché, qualche mese di silenzio fino a metà agosto, quando a Palermo sbarcò l’italo-americano Frank Cascio. Originario di Castelbuono ed ex manager di Michael Jackson, l’imprenditore in più occasioni parlò del suo interesse per il club rosanero e incontrò anche Zamparini esponendosi come portavoce di una cordata interessata alla società. Nel mese successivo, però, lo stesso Zamparini chiuse la porta in faccia a Cascio, non fidandosi delle garanzie da lui offerte.

Il 6 marzo dello scorso anno, l’ex Iena Paul Baccaglini fu annunciato come nuovo presidente del Palermo. Il giorno dopo fu presentato in conferenza stampa alla presenza dello stesso Zamparini. Il personaggio, anche lui italo-americano, si presentò ai tifosi con una parlata piena di slang, un accento orecchiabile e tante parole tecniche incomprensibili per i profani dell’economia, con tanto di fidanzata famosa al seguito, l’ex velina Thais Souza Wiggers, eletta a furor di popolo come nuova first lady rosanero. Nello stesso mese di marzo, il trader di Chicago incontrò anche il sindaco Orlando e diverse personalità della politica e dell’economia siciliana. Il closing sarebbe dovuto avvenire dapprima entro il 30 aprile e fu poi rimandato al 30 giugno. Ma anche entro quella data non arrivò la fumata bianca e così, nei primi giorni di luglio, l’intero CdA si dimise facendo decadere tutto il Consiglio e anche il presidente. La gestione provvisoria passò nuovamente a Zamparini prima che il ruolo di presidente fosse assegnato, a seguire, a Giovanni Giammarva. Con Baccaglini, comunque, continuò una lunga battaglia legale tanto che nello scorso mese di maggio arrivò la denuncia da parte dell’imprenditore friulano nei confronti dell’ex Iena. Nel frattempo, Zamparini continuò a cercare investitori.

I rosa superano anche un’istanza di fallimento e sfiorano il ritorno in serie A, ma la cessione continua a essere argomento di interesse per la società di viale del Fante. Negli ultimi mesi, diversi personaggi più o meno credibili hanno manifestato il loro interesse: da Raffaello Follieri ad Antonio Ponte fino ad alcuni fondi d’investimento. Nelle ultime settimane, ecco l’improvvisa accelerata con le indiscrezioni di fine ottobre che parlano di un gruppo d’investimenti quotato in borsa intento a trattare con Zamparini. Nei giorni a seguire arrivano le prime conferme da parte del patron e c’è una data, il 10 novembre, oltre la quale attendere, perché il CdA si riunisca e approvi il bilancio. Così in effetti accade e nei giorni scorsi la Financial Innovations, di cui Maurizio Belli è advisor e amministratore delegato, entra in scena. Il resto è storia recente, adesso non resta che attendere di scoprire la reale solidità e identità dei soci che fanno parte di questo fondo e prepararsi dunque al tanto atteso, soprattutto per i tifosi, cambio di proprietà. Il regno di Zamparini (a capo della società dal 2002) è dunque durato 16 anni. A meno di clamorosi e ulteriori colpi di scena o ribaltoni…


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