Cefop, colpirne 350 per salvarne 650

da Fabrizio Russo
dello Snals Confsal Cefop
riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Alla luce delle considerazioni piuttosto pesanti che il sindacalista Russo ha messo nero su bianco in questa lettera, avvertiamo Salvatore Canciolo, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, il Ministro Fabrizio Barca e l’onorevole Gianfranco Miccichè che, se lo riterranno opportuno, avranno a disposizione – per eventuali repliche – lo stesso spazio e lo stesso risalto concessi a questa lettera. 
 

Gentile direttore,

apprendiamo che ieri, presso gli uffici del dottor Salvatore Cianciolo (foto sotto a destra, tratta da solcoct.coop), responsabile della Task Force per il lavoro e l’occupazione della presidenza della Regione, alla presenza del dirigente generale del dipartimento regionale della Formazione professionale, Ludovico Albert, dei commissari straordinari del Cefop, dei rappresentanti dei sindacati che definirei del “fronte dell’insolvenza” si è tenuta una riunione sul Cefop. Superfluo ricordare che unico sindacato escluso dalla riunione è lo Snals Confsal, unico sindacato dichiaratamente contrario alla utilizzo della legge Prodi bis.

Gli esiti della riunione sono presto detti: il licenziamento di 350 dipendenti del Cefop. Il mantra, la parola d’ordine di questi signori è: ammazzarne 350 per salvare i restanti 650.

Trecentocinquanta lavoratori che, al contrario delle solite bugie, difficilmente usufruiranno di ulteriori ammortizzatori sociali. Impossibile fruire della mobilità ordinaria, difficile e problematica la mobilità in deroga!

Dunque licenziati in tronco ! Politici, dirigenti regionali, sindacati tanto garantisti per altri lavoratori hanno deciso di mandare al macello questi lavoratori. Tutto questo, malgrado la proposta, lanciata da mesi dallo Snals Confsal, di attivare i contratti di solidarietà.

Dunque, ancora una volta la task force per l’occupazione si trasforma nella Task Force per la disoccupazione. Un ufficio regionale inutile per le ormai decine di migliaia di lavoratori siciliani che hanno perso il lavoro e la cui esistenza si giustifica esclusivamente per mantenere il posto di lavoro e lo stipendio, peraltro esoso, del dottor Cianciolo.

Infatti in questi anni tale dirigente si e contraddistinto più per le sue capacità “filosofiche”, da qui le ormai a tutti note “Cianciolate”, che per reale capacità e competenza sui temi del lavoro e del mercato del lavoro.

Una buona politica avrebbe già rimandato il dottor Cianciolo al mestiere originario, cioè allo Ial Cisl.

Ma prima l’on. Cuffaro e successivamente l’0n.Lombardo si sono guardati bene di operare un piccolo ma significativo e
meritorio intervento di risparmio della spesa pubblica. Evidentemente il “Nostro” si è contraddistinto per i suoi servigi verso i poteri forti della Sicilia invece che come trincea del diritto al lavoro.

Le vicende del Cefop ne sono l’esempio più significativo. La Task Force si è infatti trasformata in una “merchant bank” una banca d’affari al servizio del potere dei politici, una vera cabina di regia che ha operato, meglio brigato, ai fini di salvare un Ente inutile e costoso per la pubblica amministrazione regionale, cioè per il cittadino contribuente siciliano quale è stato il Cefop.

In tutto questo il dottor Cianciolo ed i suoi uffici si sono contraddistinti come veri bracci operativi della “operazione insolvenza del Cefop”. E’ noto a tutti, infatti, che i trenta lavoratori che, attivata la procedura ai dei sensi della legge 270, più nota come legge Prodi/bis, erano sodali e amici del dottor Cianciolo.

Altrettanto noto è che ad assistere legalmente questi lavoratori è l’attuale compagna del dottor Cianciolo l’avvocato Letizia Stallone. Diciamo che il dott.or Cianciolo il Cefop c’è l’ha nel cuore…

Perché? Ufficialmente per salvare i posti di lavoro. La realtà, come era previsto, è invece ben diversa.

I 350 lavoratori sacrificati saranno solo i primi. Particolare non indifferente è che questi lavoratori, a causa delle nefandezze poste in essere da politici e dirigenti regionali incompetenti quanto arroganti, perdono decine di migliaia di euro riconducibili a stipendi non percepiti, Tfr e indennità di Cassa integrazione mai percepite.

Infine in questi mesi il Cefop ha pesato per decine di milioni sulle già esangui ‘casse’ regionali. Ma allora perché hanno voluto a tutti costi salvare il Cefop?

Il Cefop è Ente di formazione ambito dalla politica e, riducendo i costi del personale, diventerà un ottimo affare per qualche politico siciliano, a cominciare dall’onorevole Raffaele Lombardo e dal cosiddetto ‘Terzo polo’ che in questi anni molto si sono interessati al Cefop.

Dunque i lavoratori non interessano a nessuno. Come sempre si tratta di potere e denaro da drenare ai danni dei lavoratori e della pubblica amministrazione siciliana.

Anche il dottor Ludovico Albert, fortissimamente rivoluto dal ministro Fabrizio Barca, amico dell’on.Miccichè ai tempi delle scorribande al Cipe, sul Cefop ha tanto da chiarire anzi tantissimo.

Per i lavoratori del Cefop è giunto il tempo della verità e della giustizia.

 


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