Caro voli, verso l’abolizione della tassa sugli imbarchi. Ma il taglio non riguarderà Catania e Palermo

Taglio sì, ma senza esagerare. Si tratta di quello annunciato dalla Regione Siciliana per l’addizionale comunale sui voli. Nei prossimi mesi, potrebbe scomparire per i passeggeri che si imbarcano dagli aeroporti di Trapani, Pantelleria, Lampedusa e Comiso. Una tassa a tutti gli effetti che è stata introdotta in Italia nella legge finanziaria del 2004 e che, almeno in quella fase storica, prevedeva un costo di 1 euro – da pagare direttamente con il biglietto – per ogni passeggero imbarcato. Da allora, gli aumenti si sono susseguiti e l’ammontare della tassa varia in base agli aeroporti e ad alcune specifiche normative a livello locale. A Venezia è di 9 euro mentre a Roma Fiumicino è di 7,50 euro perché comprende 1 euro extra per il trasporto pubblico locale. In Sicilia, invece, ammonta a 6,50 euro per ogni passeggero. In alcune parti d’Italia come in Friuli Venezia Giulia il governo locale, grazie allo statuto speciale, ha deciso di tagliare del tutto questa tassa. Ryanair, che è la compagnia aerea che più si batte sul fronte del taglio all’addizionale comunale, ha reagito subito aumentando gli investimenti sull’aeroporto di Trieste a discapito di Venezia.

Anche in Sicilia la compagnia aerea low-cost aveva invitato il governo Schifani a rivedere l’applicazione della tassa ricevendo, però, una risposta negativa dall’assessorato alle Infrastrutture e Trasporti guidato da Alessandro Aricò. I soldi di questa tassa, infatti, in parte finiscono anche nelle casse della Regione oltre che in quelle dei Comuni nei quali si trovano gli aeroporti. Il resto serve a finanziare il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale e per la Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (Gias). Lo Stato paga, per esempio, la sorveglianza dei vigili del fuoco e altri servizi che garantiscono la sicurezza operativa degli aeroporti. Considerando i dati di Enac sui passeggeri del 2023, le entrate derivanti dalla tassa sugli imbarchi ammontano a 1,28 miliardi di euro a fronte di quasi 200 milioni di passeggeri a livello nazionale. Alla Regione siciliana sono andati circa 80 milioni di euro, con la fetta più consistente per i Comuni di Catania e Palermo.

Il taglio, previsto nella prossima manovra finanziaria regionale, avrà un valore di circa 6 milioni di euro. La questione è stata affrontata, come scrive Blog Sicilia, durante un vertice di maggioranza convocato a Palazzo d’Orleans dal presidente Renato Schifani.


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