Caritas, coperte per i senza tetto «Tanti per strada, assistenza insufficiente»

«Scendiamo insieme in piazza per dire no alla povertà!». Con questo spirito la Caritas Diocesana di Catania invita i cittadini a partecipare alla Notte dei senza dimora. Un’iniziativa nata nel 2000 – e che si svolge in contemporanea anche in altre città d’Italia – con lo scopo di avvicinare e sensibilizzare la cittadinanza verso la realtà di chi dorme in strada, fatta di disagio ed emarginazione. Ma che vuole anche rappresentare un gesto concreto di solidarietà nei confronti di chi si trova in difficoltà.

Stasera, in piazza Università, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà – ufficialmente rionosciuta dall’Onu – i catanesi sono invitati a «condividere un momento drammatico con le persone che stanno per strada», spiega Gabriella Virgillito, addetto stampa della Caritas. «La notte, sopratutto in inverno, è per loro il momento più difficile». Per questo, per aiutarli, bisogna anche conoscere quello di cui hanno bisogno, avvicinandosi alle loro notti senza un tetto sulla testa. «Durate la serata, la nostra unità di strada raccoglierà coperte e sacchi a pelo, per distribuirli a chi ne avrà bisogno nei mesi invernali per combattere il freddo», spiega Gabriella, invitando tutti a partecipare alla raccolta.

Un momento per sensibilizzare ed informare – anche grazie ad alcuni stand in cui ritirare del materiale informativo – sulle condizioni dei senza tetto che passano le notte tra le strade della nostra città, anche attraverso i racconti degli operatori della Caritas e le testimonianze dirette di chi vive in povertà. Che, quest’anno più che mai, «sono sempre in aumento», denuncia Virgillito. «Moltissimi extracomunitari, ma anche tanti catanesi, uomini e donne, con vite normali, che prima riuscivano ad andare avanti e adesso, a causa dei problemi economici, hanno perso tutto». La maggior parte sono di età compresa «tra i 50 e 60 anni e spesso sono vittime di disoccupazione, ma anche di separazioni coniugali, che si ritrovano costretti a dormire in strada, o in macchina». Un circolo vizioso, un tunnel fatto di difficoltà ed emarginazione, che li porta a «cadere in depressione e spesso anche nell’alcolismo, a causa del quale non possono essere ospitati nei dormitori», spiega.

Situazioni di povertà, ma anche di disagio sociale, di cui si discuterà stasera a partire dalle 20, con il contributo di alcuni tecnici addetti ai lavori. Con loro, i rappresentanti di Comunità di Sant’Egidio, Cope, Csve etneo e Agesci insieme, naturalmente, agli operatori della Caritas, che si impegnano in prima persona per aiutare chi ha bisogno di un tetto o di semplicemente di una coperta, offrendo loro assistenza e, dove possibile, posti letto nei dormitori. Una forma di aiuto, però, che scarseggia sempre di più. «I posti letto a Catania sono pochi, non bastano a coprire il fabbisogno», afferma Virgillito, denunciando un problema sempre più insostenibile, acuito dalla momentanea chiusura del dormitorio Il Faro. Che, «da quando è scaduta la convenzione con il Comune, toglie ai bisognosi 30 letti. Anche di questo si parlerà stasera». Incontro a cui, però, nessun politico è stato invitato, per evitare di «utilizzare la povertà come strumento di campagna elettorale».

Un’occasione per informare su problemi e carenze, resa però più leggera da momenti di intrattenimento, grazie alla presenza del vignettista siciliano Totò Calì. Durante la serata saranno anche proiettati alcuni video realizzati da Telestrada e si illustreranno i lavori realizzati dalla redazione di Scarp de’ Tenis, mensile che con il suo impegno dà sostegno alle persone senza dimora. Entrambi i media sono i promotorio dell’iniziativa. Con un invito rivolto a tutti: «Chiediamo alla gente di partecipare attivamente – spiega Virgillito – affinché la città si faccia sentire e dia il suo contributo. Perché gli operatori della Caritas sono volontari e sono in pochi», afferma. Da soli, non bastano a sconfiggere la povertà.

[Foto di fotomacs]


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