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Cardiochirurgia pediatrica a due velocità: Palermo si affranca da Milano, tutto fermo a Taormina

Comincia a delinearsi in concreto il destino previsto, finora solo sulla carta, per le cardiochirurgie pediatriche siciliane. A dare un nuovo input è la comunicazione congiunta della Regione Siciliana e del Gruppo San Donato di Milano che annuncia il termine della convenzione per la gestione della Cardiochirurgia pediatrica dell’Arnas Civico di Palermo. Un passo avanti verso l’affrancamento sanitario auspicato a MeridioNews dall’assessora alla Salute regionale, Daniela Faraoni. Ma in un piano che, dall’altro lato dell’Isola, a Taormina, rimane in attesa.

L’affrancamento dal San Donato di Milano

I professionisti siciliani formati dagli specialisti dell’Irccs Policlinico San Donato di Milano sarebbero ormai pronti ad assumere la conduzione del reparto, continuando a garantire la piena operatività assistenziale. «L’accordo della durata di tre anni, come previsto dalla gara di appalto, ha rappresentato un’importante esperienza di cooperazione istituzionale e sanitaria. Consentendo l’erogazione di cure di altissima qualità nell’ambito della cardiologia interventistica e della cardiochirurgia pediatrica – si legge nella nota congiunta -. Esprimiamo reciproca soddisfazione per i risultati raggiunti e per il lavoro svolto dai team coinvolti, che hanno operato con professionalità, dedizione e spirito di collaborazione».

La convenzione è scaduta il 28 febbraio, ma l’équipe milanese resta a disposizione dell’Arnas Civico Di Cristina Benfratelli fino al 30 giugno, così da supportare le operazioni di completamento delle prestazioni cliniche in corso. «Assicurando un ordinato e completo passaggio di consegne, nel pieno interesse dei pazienti e della continuità assistenziale», concludono.

Il futuro delle Cardiochirurgie pediatriche siciliane

«È un passaggio che dobbiamo avere il coraggio di affrontare – conferma l’assessora Faraoni a MeridioNews -. Non possiamo stare tutta la vita in fase di start-up. Il San Donato ha fatto un gran lavoro in collaborazione con la nostra struttura all’interno del Civico che, piano piano, ha assunto una sua consistenza in termini di professionalità ed esperienza. E adesso si appresta a camminare con le proprie gambe».

Sulla volontà di affrancare, dopo Palermo, anche la Cardiochirurgia pediatrica di Taormina l’assessora Faraoni si è già espressa favorevolmente. Ma sulla gestione del Bambin Gesù di Roma ancora non ci sono conferme né smentite: «Al momento è tutto in divenire – precisa -. Al di là del fatto che il decreto ministeriale prevede una sola struttura di cardiochirurgia pediatrica per 5 milioni di abitanti, stiamo seguendo le indicazioni che ci vengono fornite dal ministero per poter mantenere questi due poli. Entrambi importanti perché soddisfano esigenze distribuite sul territorio».

Hub, Spoke e la patata bollente di Musumeci

L’assessora alla Salute regionale sottolinea al nostro giornale come il termine della convenzione con il San Donato Milanese non preveda una modifica dell’assetto programmato per le due cardiochirurgie siciliane all’interno della nuova rete ospedaliera. Un piano attualmente al vaglio dei tecnici del ministero della Salute. Il modello Hub e Spoke con l’Arnas Civico come capofila non subirà modifiche, se non quelle richieste dal ministero che ha ritenuto più idoneo appoggiare il reparto dell’ospedale San Vincenzo di Taormina al Policlinico di Catania, piuttosto che al Papardo di Messina. La notizia dell’affrancamento del reparto palermitano, però, non è stata accolta in maniera del tutto favorevole in Sicilia. Una reazione di cui Daniela Faraoni si rammarica: «Noi stiamo facendo il possibile per mantenere l’assetto attuale della situazione, eppure spesso ciò non ci viene riconosciuto».

Una frase, quella dell’assessora, che rivela la frustrazione per una situazione creata dal precedente governo regionale guidato da Nello Musumeci. Il quale ha inserito la Cardiochirurgia pediatrica di Palermo come Unità operativa complessa all’interno della precedente versione della rete ospedaliera, senza prevedere dei correttivi relativi alla struttura già esistente e operante di Taormina. Una patata bollente che sta creando non pochi problemi al successore Renato Schifani. «Sulla nuova rete ospedaliera abbiamo avviato una fase di interlocuzione con il ministro della Salute, che ci permetterà di allineare il documento alle richieste statali» conclude Faraoni.


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