Nuova rete ospedaliera: «troppi errori», il ministero rimprovera la Regione Siciliana

La documentazione allegata è da ripresentare, oppure la nuova rete ospedaliera – almeno così come presentata dall’assessorato regionale siciliano alla Salutesarà bocciata. Lo ha deciso il ministero della Salute, secondo cui la riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana presenta «numerosi disallineamenti e incongruenze, tali da non consentire di procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione». Troppi errori, dunque, che secondo il ministero renderebbero impossibile una vera valutazione della rimodulazione ospedaliera dell’Isola.

Gli errori nel documento inviato al ministero

In particolare, il dipartimento ministeriale della programmazione del SSN evidenzia alcune criticità nella tabella C, relativa ai posti letto, e in merito alla codifica e configurazione delle strutture ospedaliere. Dai posti letto «da attivare» ma riportati con valore negativo (- 49 e 35) a quelli di psichiatria per cui non è indicato il corretto codice di riferimento. Codice addirittura assente per la struttura messinese di Casazza. Ancor più grave risulta che, per alcune discipline, siano «indicati dei posti letto che però non sono riconducibili ad alcuna unità operativa». Come al Giovanni Di Dio di Agrigento, al Piemonte di Messina e all’ospedale Giglio di Cefalù. Nel documento inviato dal dipartimento del ministero alla Regione Siciliana si precisa che sono stati rilevati anche degli scostamenti sul ruolo assegnato alle singole strutture nelle diverse reti assistenziali. Chiedendo chiarimenti riguardo agli accorpamenti di alcune strutture identificate come DEA di primo e secondo livello.

Dalla richiesta di correzioni ai rimproveri

Per poter effettuare l’istruttoria, il ministero chiede dunque di correggere gli errori. Ma non solo: «Appare opportuno rammentare che il documento di programmazione della Rete ospedaliera deve ricomprendere, oltre alla definizione del fabbisogno e della distribuzione dei posti letto pubblici e privati accreditati, una chiara articolazione della rete dell’emergenza-urgenza – precisano dal ministero -. Con l’individuazione dei relativi nodi per area geografica, nonché la descrizione puntuale delle reti tempo-dipendenti con l’indicazione dei rispettivi nodi funzionali». Il direttore generale del dipartimento, Walter Bergamaschi, invita infine «fermamente la Regione a consegnare una documentazione analitica completa, corretta ed effettivamente rappresentativa della delibera di revisione della rete – rimprovera – Evitando continue e dispendiose analisi che si risolvono in ulteriori richieste documentali. Si resta in attesa di quanto richiesto con la massima urgenza».


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