«Una sequenza di violenza inaudita e intollerabile». Così il sindacato di polizia penitenziaria Osapp definisce il Ferragosto nel carcere di Siracusa con due aggressioni nella stessa giornata. «Evidenziando il totale collasso della sicurezza nell’istituto siracusano». Un tema al centro del dibattito nelle scorse settimane, dopo i ripetuti casi di rivolte e violazioni. Confermate anche dal […]
Carcere di Siracusa
Carcere di Siracusa, due aggressioni in un giorno agli agenti: «Sezioni dedicate per i violenti»
«Una sequenza di violenza inaudita e intollerabile». Così il sindacato di polizia penitenziaria Osapp definisce il Ferragosto nel carcere di Siracusa con due aggressioni nella stessa giornata. «Evidenziando il totale collasso della sicurezza nell’istituto siracusano». Un tema al centro del dibattito nelle scorse settimane, dopo i ripetuti casi di rivolte e violazioni. Confermate anche dal procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, che ha parlato senza mezzi termini di «carceri siciliane in mano alla mafia».
Le due aggressioni al carcere di Siracusa
Come rende noto il sindacato, ieri mattina un sovrintendente di polizia penitenziaria è stato aggredito da durante il normale svolgimento del servizio. L’agente è stato colpito con un pugno al volto da un detenuto, senza motivo apparente, secondo il resoconto del sindacato. Nel tardo pomeriggio, poi, un gruppo di detenuti si è rifiutato di tornare in cella per la chiusura serale. Quando l’agente di servizio ha provato a far rispettare le regole, uno dei reclusi lo avrebbe aggredito con un pugno all’occhio sinistro. Il poliziotto, dopo essere stato medicato nell’infermeria del carcere, è stato trasportato al pronto soccorso per ulteriori accertamenti sul trauma visivo.
Il sindacato: «Non è una coincidenza».
«Due aggressioni nello stesso giorno, a distanza di poche ore e con le stesse modalità non sono una coincidenza – commenta Giuseppe Argentino, segretario provinciale Osapp -. Sono la prova che lo Stato ha perso il controllo del carcere di Siracusa». Sottolineando la ripetuta richiesta di sanzioni nei confronti dei detenuti più socialmente pericolosi, fino a «circuiti penitenziari specifici». Chiedendo l’intervento immediato del prefetto, dei vertici del Dap e del ministro della Giustizia. Per «lo sfollamento immediato dei detenuti violenti, la creazione di sezioni dedicate e tutele reali per chi indossa una divisa».