Tito Giuffrida, Vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Catania, annuncia ufficialmente la sua candidatura al Consiglio nazionale dell’Ordine, come rappresentante della Sicilia nella lista guidata da Claudio Siciliotti, già Presidente Nazionale e figura di riferimento per la professione. Giuffrida porta con sé un mandato chiaro: dare finalmente peso e voce alla […]
Tito Giuffrida, la voce dalla Sicilia nella sfida nazionale. «Con Siciliotti per un consiglio più aperto»
Tito Giuffrida, Vicepresidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Catania, annuncia ufficialmente la sua candidatura al Consiglio nazionale dell’Ordine, come rappresentante della Sicilia nella lista guidata da Claudio Siciliotti, già Presidente Nazionale e figura di riferimento per la professione. Giuffrida porta con sé un mandato chiaro: dare finalmente peso e voce alla Sicilia nei luoghi dove si decide il futuro della categoria.
«Mi candido perché sento una responsabilità che viene dal basso, dai colleghi, dai territori. Lo faccio accanto a Claudio Siciliotti, una guida che ha sempre anteposto le idee agli interessi, e il metodo democratico al pensiero unico. Insieme possiamo riportare equilibrio, ascolto e concretezza nella vita ordinistica nazionale», dichiara Giuffrida.
Dopo aver costruito a Catania una delle compagini più coese e partecipate d’Italia, Giuffrida è pronto a rappresentare una Sicilia professionale che non chiede favori, ma rispetto. «Non possiamo più essere semplici spettatori. La Sicilia ha energie, competenze, visione: merita di sedere con autorevolezza dove si tracciano le linee strategiche della nostra professione.» Al centro della sua agenda ci sono la riforma della professione con il contributo reale dei territori, la valorizzazione delle competenze contro ogni logica centralista, la tutela delle nuove generazioni troppo spesso ai margini delle scelte e la difesa della dignità del lavoro professionale, oggi sotto pressione crescente.
Giuffrida ribadisce la volontà di dare voce a tutti quegli Ordini locali che si sentono distanti dalle stanze dove si decide: «Con Siciliotti abbiamo una missione comune: riportare il confronto, il pluralismo e la dignità del dissenso al centro della nostra istituzione.» La sua candidatura si presenta così non solo come una scelta siciliana, ma come una scelta per un nuovo stile di rappresentanza: più aperta, più autentica, più coraggiosa.