Brucoli, il futuro dell’ex camping Baia del silenzio: da storico centro del turismo a discarica abusiva

Finora non sono serviti i sequestri. E, pare, neanche l‘ingresso sbarrato né le pulizie straordinarie. Nella zona di Brucoli, frazione di Augusta, nel Siracusano, che d’estate vede raddoppiare i suoi residenti per le numerose case di villeggiatura, c’è un ex luogo del cuore diventato – e rimasto, da anni – discarica abusiva: l’ex camping Baia del silenzio. Un’area di proprietà del demanio marittimo, dal 1972 gestita dal privato e diventata punto di riferimento turistico della zona. Con i suoi 54mila metri quadrati di terreno, distribuiti tra macchia mediterranea, bungalow, aree attrezzate, impianti sportivi e discesa a mare. Attività a cui per anni si è aggiunta anche una discoteca all’aperto. Tutto ormai chiuso e abbandonato da qualche decennio. Almeno sulla carta.

  • camping brucoli rifiuti
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L’ex camping Baia del silenzio tra rifiuti e falò abusivi

Perché l’area in contrada Campolato basso, in questi anni, ha continuato a essere frequentata. Da chi, innanzitutto, la utilizza come discarica per ordinaria spazzatura. Un tema sensibile per la zona, popolata da diverse e grandi baie private, con centinaia di abitazioni, non dotate di un proprio sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ma all’ex camping si trovano anche rifiuti speciali e materiale di risulta edilizio. L’area e le sue ormai fatiscenti strutture, inoltre, risulta che vengano anche frequentate per altri tipi di attività, più o meno ludiche. Come dimostra la presenza di sacchi di carbonella e resti di falò. Nonostante l’accesso sia vietato e, recentemente, anche sbarrato ai veicoli con reti e transenne. Che, nei punti più interni e meno esposti alla vista, sarebbero già state danneggiate. Creando una nuova via d’ingresso attraverso un terreno privato confinante.

I tentativi di proteggere la zona demaniale

Da quando l’attività del camping è cessata e l’area ha iniziato a essere invasa dal degrado, istituzioni e volontari hanno fatto diversi tentativi per limitare i danni. Compreso il sequestro operato dalla Guardia Costiera di Augusta a maggio 2021. Quando gli spazi dell’ex attività si presentavano già invasi da barattoli di vernice, arredi dismessi, materiale di scarto dalle costruzioni, elettrodomestici dimessi e rifiuti quotidiani. Alcuni anche bruciati. «Appena prima dell’estate, in collaborazione con il demanio marittimo, l’area è stata ripulita, messa in sicurezza e chiusa», racconta a MeridioNews Giuseppe Di Mare, sindaco di Augusta. E così, in effetti, si presenta dal suo ingresso principale. Ma gli scatti di una ventina di giorni fa nelle aree interne raccontano un problema che si ripropone.

La raccolta straordinaria dei volontari

A dicembre 2023, erano stati 21 volontari, coordinati dall’associazione Plastic free, a raccogliere circa 50 sacchi di spazzatura. Con un preciso conteggio: 30 di plastica, 10 di indifferenziata, 8 di vetro e 2 di carta. Oltre a una grande quantità di ingombranti e plastica rigida, dovendo rinunciare ai rifiuti speciali come materiali edili e amianto. Mesi dopo, a luglio 2024, nessuno li aveva ancora portati via. Eccetto i rifiuti in plastica e vetro, ritirati dal Comune. Un’operazione che aveva coinvolto non solo i residenti, ma molti villeggianti stagionali e persino alcuni turisti spagnoli. Affascinati dalla bellezza del limite sud del golfo di Catania e dispiaciuti alla vista del degrado dilagante.

Il futuro dell’ex camping Baia del silenzio

Un problema che riguarda varie zone turistiche di Augusta, alle prese con il fenomeno di micro e macro discariche abusive. «Tutte in punti difficili da chiudere – spiega il primo cittadino -. Perché dotate di vari accessi, pubblici e non. Siamo ricorsi alle telecamere, certo, ma è innanzitutto una questione di cultura e amore per il territorio». Eppure, per la zona dell’ex camping Baia del silenzio di Brucoli, al netto di contenziosi giudiziari in via di definizione, potrebbero esserci delle novità. «Anche a noi risulta che sia frequentata in maniera abusiva – conferma il sindaco -. È chiaro, quindi, che non può rimane così com’è. E si sta valutando la possibilità di annettere l’area al patrimonio del Comune, per facilitare controllo e regole».


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