Calcio, morto Gian Piero Ventrone a 62 anni. Al Catania fu preparatore atletico in Serie B, nella stagione 2014-15

Conosciuto in ambito calcistico quasi quanto un allenatore, addirittura più di tanti tecnici di Serie A, per aver cambiato volto al mondo della preparazione atletica con la Juventus di Lippi, Vialli, Ravanelli e Del Piero. A lungo sotto la lente d’ingrandimento per aver spinto l’uso della creatina, a quel tempo considerata sostanza di uso lecito e poi finita tra quelle proibite, perché avrebbe favorito la crescita repentina della massa muscolare e garantito prestazioni migliori sul campo.

Gian Piero Ventrone se n’è andato a 62 anni per un malore improvviso dovuto a una leucemia fulminante, che si è mostrata solo poche ore prima non lasciandogli scampo.

I ricordi più recenti portano all’estate da poco trascorsa, quando i giocatori del Tottenham, dove affiancava Antonio Conte, vennero immortalati accovacciati e con la lingua di fuori per il lavoro atletico con cui li stava preparando alla stagione attualmente in corso.

A Catania però nessuno dimentica la sua breve e travagliata esperienza, durante la quale inizialmente venne scelto nell’entusiasmo generale da Pablo Cosentino, con l’intento di puntare su di lui per spingere i rossazzurri verso una pronta risalita in Serie A, dopo la dolorosa retrocessione dell’anno precedente.

I risultati però furono tutt’altro che positivi, con la maggior parte dei giocatori della rosa del Calcio Catania che non riuscirono a reggere il peso della preparazione atletica estiva, subendo un infortunio dopo l’altro soprattutto nei primi sei mesi di campionato.

Allora intervennero addirittura i tifosi, che chiesero a gran voce il suo allontanamento, con cori fuori dallo stadio dopo un Catania-Brescia. Ventrone fu così esonerato da Antonino Pulvirenti il 28 febbraio del 2015, malgrado l’allora presidente rossazzurro lo avesse difeso a più riprese nei mesi precedenti.

Fu probabilmente l’esperienza peggiore della sua carriera, che lo vide protagonista alla Juventus tra il ’94 e il ’99 e tra il 2001 e il 2004.

Poi passò all’Ajaccio al fianco di Fabrizio Ravanelli, subito prima di andare al Catania, maturando anche due esperienze in Cina con Marcello Lippi, con la squadra di Suning prima e l’Evergrande dopo.

Negli ultimi undici mesi un’entusiasmante quanto ormai triste avventura con il Tottenham di Antonio Conte, che su di lui aveva puntato per dare alla squadra inglese quell’impulso fisico che aveva subito trovato e stava continuando a mostrare sia in Premier che in Champion League.


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