Blutec, sit-in dei lavoratori al Mise il 9 aprile «Istituzioni devono mantenere le promesse»

All’incontro del 9 aprile al Mise saranno presenti anche i lavoratori Blutec. Arriveranno in pullman a Roma per chiedere certezze sul futuro dello stabilimento dopo l’arresto dei vertici dell’azienda. La decisione è giunta oggi al termine dell’assemblea che si è tenuta negli uffici del Comune di Termini Imerese a cui hanno partecipato delegati di Fiom Fim e Uilm. Poco prima, i sindacati hanno incontrato il coordinamento dei sindaci del comprensorio, al fianco degli operai in questa delicata vertenza. Dopo otto anni di incertezze, sul piano di reindustrializzazione dello stabilimento palermitano è crollata una nuova tegola con l’inchiesta che ha travolto il presidente del consiglio di amministrazione e l’amministratore delegato, per una presunta malversazione e il sequestro di 16 milioni di euro da parte della guardia di finanza.

«Riteniamo che la data del 9 marzo sia importante e decisiva rispetto al futuro di Termini Imerese – afferma Vincenzo Comella segretario provinciale Uilm Palermo – A quel tavolo le organizzazioni sindacali e i sindaci arriveranno con i lavoratori che manifesteranno davanti alla sede del ministero». All’incontro saranno presenti anche i primi cittadini del comprensorio che in questi giorni invieranno una missiva al ministro del Lavoro Luigi Di Maio per chiedere la massima attenzione sul futuro dei circa mille lavoratori, tra 700 ex Fiat e 300 dell’indotto. Nel frattempo, i circa 150 operai impiegati nello stabilimento stanno continuando a sviluppare progetti, seppure in un clima di totale incertezza, per la realizzazione della 500 Spiaggina e del Doblò elettrico. Un incontro che alla luce dei recenti fatti di cronaca, tuttavia, assume un nuovo significato. Al tavolo, infatti, sarà presente il nuovo amministratore giudiziario appena nominato e riguarderà tutti gli stabilimenti Blutec in Italia.

«Chiediamo che quel tavolo – prosegue Comella – sia dedicato soprattutto alla vertenza di Termini che, rispetto agli altri stabilimenti ha una peculiarità: gli altri stanno lavorando e continuano a produrre, mentre noi siamo alla fine degli ammortizzatori sociali. Vogliamo quindi capire quali saranno le prospettive per il nostro stabilimento. In questi giorni, stiamo tornando alla carica anche nei confronti della Regione, perché vogliamo che sia presente Musumeci e ci auguriamo che ci convochi prima di quella data. Il progetto di riqualificazione dello stabilimento di Termini deve andare avanti e i lavoratori devono essere salvati – conclude – Le Istituzioni devono assumersi le loro responsabilità e mantenere le promesse».


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