Blue Sea Land, il sistema dei distretti produttivi siciliani penalizzati dal Governo regionale

NON DECOLLA PERCHE’ GLI ASSESSORI ALLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE E ALL’AGRICOLTURA SI PARLANO POCO ED IL PESO DELLA BUROCRAZIA RALLENTA OGNI INZIATIVA DI SVILUPPO

“La rete dei distretti produttivi è una grande opportunità per fare impresa e presentarsi competitivi sul mercato mondiale, i Clusters possono essere la chiave di volta per fare economia mettendo insieme tutti i soggetti legati dagli stesso interesse”.

È quanto affermato da Michela Giuffrida, europarlamentare del PD e membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo partecipando al talk show dal titolo: “I cluster agroalimentari verso Expò 2015” nell’ambito della terza edizione di Blue Sea Land, l’Expo delle eccellenze agro-ittiche-alimentari del Mediterraneo, Africa e Medioriente allargato.

“La Sicilia è proprietaria di un tesoro – ha afferma esponente del PD al Parlamento europeo – fatto di beni culturali, architettonici, naturalistici, di turismo e produzioni d’eccellenza che va messo a sistema per tradurlo in economia e la filiera del distretto si coniuga con la necessità di presentarsi credibili e competitivi”.

Non manca di lanciare una stoccata al Governo del presidente Rosario Crocetta l’eurodeputata Giuffrida, che dichiara: “Anche la Regione siciliana deve fare la sua parte, perché la Sicilia è la Regione che spende meno e male i fondi comunitari. Bruxelles costituisce la nostra unica ed ultima opportunità – precisa – visto che i capitoli di spesa del bilancio regionale sono prosciugati”.

Al talk show, moderato dalla giornalista Antonella Lusseri, che ha visto la partecipazione di Aniello Pietro Torino, presidente del Distretto agroalimentare Nocera Inferiore-Gragnano, e del responsabile comunicazione del ministero delle politiche Agricole, alimentari e forestali, Giuseppe Sallemi, è intervenuta Federica Argentati, presidente del Distretto produttivo Agrumi di Sicilia.

“L’esperienza dei distretti in Sicilia è ancora lontana da una vera aggregazione di imprese – ha affermato la Argentati – la compagine è caratterizzata dalla frammentazione di imprese di piccole dimensioni con problemi economici. Il distretto produttivo Agrumi di Sicilia ha messo attorno ad un tavolo i produttori per fare sistema, pur nella difficoltà di doversi scontrare con il Governo regionale che non agevola il processo di crescita e la burocrazia che appesantisce ogni sforzo diretto alla valorizzazione della filiera”.

“Gli assessori alle attività produttive e all’Agricoltura è bene che si siedano attorno ad un tavolo per decidere il da farsi – ha aggiunto il presidente del distretto agrumicolo -. Non possiamo più assistere a bandi pubblici che vedono penalizzati i distretti produttivi, introdotti nel 2005 in Sicilia. Ognuno deve fare la propria parte e questo vale per la politica ed il Governo regionale”.

È emerso dall’incontro che c’è un problema di coordinamento alla Regione siciliana sulla gestione dei distretti produttivi dell’agroalimentare, schiacciati da due assessorati che nel programmare i fondi comunitari penalizzano la filiera distrettuale.

E di certo non è questa la maniera per valorizzare e tutelare le eccellenze dell’agroalimentare siciliano, settore trainante dell’economia siciliana.


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