Berlusconi e Salvini a Catania, ma non si parleranno Il leghista: «Incontro Musumeci, garanzia di onestà»

Lo aveva anticipato già tre sere fa all’Astoria Hotel di Palermo: «Non incontrerò altri, solo Musumeci». Matteo Salvini aveva risposto così ai giornalisti che gli avevano chiesto se, nei sei giorni di eventi elettorali in giro per la Sicilia, avrebbe incontrato esponenti o leader di altri partiti della coalizione di centrodestra. La Lega, aveva detto, «è la vera novità di queste elezioni, anche tra le liste del centrodestra» che hanno imbarcato «alcuni personaggi che io non avrei candidato. Noi abbiamo detto molti no, incontrerò solo Nello Musumeci che insieme alla nostra squadra è garanzia di onestà e trasparenza».

Il leader della Lega Nord, che in questa campagna elettorale veste abiti meridionalisti e sicilianisti quando parla di efficienza amministrativa e autonomia regionale, sembra che intenda mantenere la parola anche giovedì, quando sarà costretto a dividersi la scena con Silvio Berlusconi, che alle 17 terrà un comizio al centro fieristico Le Ciminiere di Catania per sostenere Musumeci. Salvini, con lo stesso intento, parlerà però in piazza Teatro Massimo alle 19,30. Insieme a lui ci saranno Angelo Attaguile, segretario di Noi con Salvini, e Alessandro Pagano, coordinatore regionale del movimento, costola della Lega. Le conclusioni saranno affidate a Musumeci, che dovrà invece farsi in due per fare gli onori di casa ed essere presente a entrambi gli appuntamenti. 

Sembra che al momento dell’arrivo della notizia della presenza del leader azzurro a Catania, Salvini si trovasse sul treno per Agrigento e che abbia sperato per un momento un ennesimo cambio di programma di Berlusconi. Tuttavia, dopo una telefonata con Musumeci, Salvini ha deciso di mantenere inalterato il calendario della sua giornata catanese. Che sia una precisa presa di posizione verso gli alleati-avversari di Forza Italia, di cui Salvini ha già contestato la credibilità di alcuni dei nomi in lista per le Regionali, non c’è dubbio. Perfino nella sua tappa agrigentina, fanno sapere dal suo staff, il leader leghista ha incontrato gli altri esponenti dei partiti di centrodestra, tra i quali Roberto Di Mauro del Movimento per le Autonomie, mantenendo invece le distanze da Forza Italia e dai suoi esponenti locali che non ha mai incontrato. 

Se la Lega non tende la mano a FI, anche Berlusconi non tollera le fughe in avanti del ribellista Salvini, che vorrebbe arrivare a Palazzo Chigi alle prossime consultazioni e mantenere nello stesso tempo la propria autonomia all’interno del centrodestra. Era stato l’ex premier a servire sul piatto a Salvini un no secco: «Il premier lo indicherà chi ha più voti alle politiche», aveva detto Berlusconi. Ma ora alle Regionali il leader nordista parla di programmi e offre «l’esperienza di Zaia e di Maroni che stanno governando benissimo», rischiando di attirare oltre al voto di opinione, i consensi di quella parte di elettorato che non crede che il Movimento 5 stelle sia l’ultima sponda di un’efficace antipolitica.


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