Belpasso, facciata del ‘700 ricoperta con l’intonaco Esperto: «Restauro? Così si è cancellata la storia»

Una colata di intonaco cementizio grigio sul prospetto di una chiesa settecentesca e la cancellazione dei conci squadrati in pietra lavica del campanile. Succede a Borrello, storico quartiere nel territorio del Comune di Belpasso. Oggetto dei «lavori di restauro conservativo» è la storica chiesa di Sant’Anna, luogo di culto molto conosciuto in zona e ogni anno meta di pellegrinaggio per la festa del 26 luglio. L’edificio, più volte ricostruito nei secoli a causa dei terremoti, questa volta deve fare i conti con un cantiere che non convince cittadini, associazioni ed esperti. «Si tratta di un fatto grave con cui si sta cancellando la storia di questo edificio», commenta a MeridioNews Paolo Giansiracusa, storico dell’Arte e professore all’accademia delle Belle arti di Catania. 

L’intervento della discordia rientra tra quelli previsti nel Patto per il Sud e ha il Comune di Belpasso come stazione appaltante. Responsabile unico del procedimento è l’architetto Carmelo Russo mentre il progettista è il collega Giuseppe Lemmo. Ad aggiudicarsi l’appalto nel 2019 è stata la ditta Vincenzo Marraro di Catenanuova, in provincia di Enna. I lavori, si legge nel verbale di gara pubblicati sul sito dell’ente, hanno ottenuto un finanziamento da parte dell’assessorato regionale Infrastrutture e trasporti per una cifra di 212mila euro con l’aggiudicazione stabilita con il criterio del minor prezzo. Attraverso la piattaforma Mepa, cioè quella utilizzata dalla pubblica amministrazione per fare acquisti dalle aziende, sono state sorteggiate dieci aziende del territorio siciliano, di queste soltanto quattro hanno presentato un’offerta entro il termine di novembre 2019. Alla fine, a ottenere l’appalto è stata l’azienda catenanuovese, grazie a un ribasso nell’offerta a base d’asta del 28 per cento

«Questa operazione di rivestimento con intonaco ha diversi elementi di gravità – continua Giansiracusa – perché non stanno conservando ma stanno mascherando quello che c’è. Le parole sono importanti e il termine “conservazione” impone il mantenimento di quello che già c’è. Qui, invece, stanno cancellando una pagina di storia». I lavori, però, non sono ancora completati e gli operai sono impegnati nel cantiere e nell’ara del campanile. «Tutto è stato compromesso e, per ritornare allo stato originario, bisognerebbe spicconare ma, essendo i materiali cementizi molto aderenti, è praticamente impossibile. Così non avremo più il vecchio prospetto». Sulla questione a chiedere chiarimenti è stato anche l’Archeoclub d’Italia con la sua sezione locale. 

In una lettera, firmata dalla presidente Maria Rosaria Vitaliti e indirizzata al sindaco Daniele Motta e alla Soprintendente ai beni culturali Donatella Aprile, l’associazione chiede «di portare a conoscenza della cittadinanza l’iter dei lavori che si stanno svolgendo». Una soluzione potrebbe essere «l’esposizione del progetto di restauro corredato con le immagini della chiesa antica». A muoversi in queste ore è anche la Pro Loco di Belpasso. 


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