Banche, Sileoni replica a muso duro a Patuelli

IL SEGRETARIO NAZIONALE DELLA FABI RISPONDE AL PRESIDENTE DELL’ABI: “DAL 2000 AL 2013 PERSI 48MILA POSTI DI LAVORO. LAVORATORI ESPULSI BEN PRIMA DELLA RECESSIONE”

“Contrariamente a quanto detto dal Presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, la recessione c’entra poco o niente con il discorso degli esuberi. Dal 2000 al 2013 il settore bancario ha perso 48mila posti di lavoro. Quindi ha espulso lavoratori ben prima che la recessione si manifestasse”.

Lo dichiara Lando Maria Sileoni, Segretario generale della FABI (sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari), in risposta alle affermazioni rese oggi dal Presidente dell’Abi, a margine di un convegno dell’Icbpi.

“Dal 2014 al 2020 – aggiunge Sileoni – usciranno altre 20mila persone. Gli esuberi rappresentano il risultato di un modello di banca vecchio e obsoleto, sono figli di una cattiva gestione del credito, di sponsorizzazioni buttate al vento, degli alti stipendi dei manager e soprattutto di una mentalità superata dai tempi, che le banche non vogliono cambiare. Gli esuberi sono il risultato di liquidazioni milionarie, di direzioni generali costosissime, di consulenze a sei zeri affidate agli amici degli amici, soprattutto nel settore informatico e legale, del tutto evitabili se si utilizzasse personale interno”.

“Siamo a fianco di Patuelli quando pubblicamente difende le banche dal pestaggio mediatico, spesso demagogico, che sta investendo il settore – conclude il leadr nazionae della FABI – ma continuando con queste esternazioni, lo informiamo che il rinnovo del contratto di lavoro si complicherà pesantemente”.

 

 

 

 

 

 


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