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L'ex pm Longo condannato a risarcire 300mila euro
«Ha condizionato processi in cambio di soldi e regali»

L'ex sostituto procuratore coinvolto nell'inchiesta Sistema Siracusa, per i giudici contabili deve allo Stato 100mila euro per il danno di immagine e 201mila euro per danno da disservizio. Il suo legale ha già annunciato che presenterà appello

Redazione

Foto di: lacivettapress.it

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Dovrà risarcire lo Stato di 301mila euro per danno d'immagine e danno da disservizio. È questa la condanna decisa dai giudici della Corte dei Conti per l'ex sostituto procuratore Giancarlo Longo, arrestato e già condannato nell'ambito dell'inchiesta Sistema Siracusa. L'ex pm è accusato di avere messo a disposizione la sua funzione di magistrato, condizionando l'andamento dei procedimenti penali, in cambio di mazzette e regali. Longo ha già patteggiato cinque anni di carcere in sede penale nel troncone principale dell'indagine, mentre è stato condannato a quattro mesi in uno degli stralci. L'avvocato di Longo adesso ha annunciato che presenterà appello.

Secondo i giudici contabili, l'ex magistrato avrebbe fatto parte di un'associazione a delinquere nata «per favorire clienti di spicco di alcuni avvocati, avvalendosi di consulenti tecnici compiacenti e della complicità di Longo, remunerato con denaro e altre utilità». I suoi reati sono ritenuti «gravissimi e particolarmente infamanti, disonorevoli e ignominiosi per la reputazione del ministero della Giustizia, trattandosi di concussione, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita a dare o promettere utilità, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio». Secondo l'accusa, sostenuta in udienza dalla pm Simonetta Ingrosso dopo la citazione curata dal procuratore regionale Gianluca Albo, il comportamento del magistrato ha provocato un danno di immagine di 100mila euro e 201mila euro di danno da disservizio.

Il fascicolo aveva al centro due avvocati, Piero Amara e Giuseppe Calafiore che avrebbero pilotato indagini e fascicoli per avvantaggiare i loro clienti più importanti. Dopo l'arresto del 2019, Calafiore ed Amara hanno cominciato a collaborare con i pm. Le loro dichiarazioni hanno portato all'apertura di altre indagini tra cui quella sull'ex giudice del Cga siciliano Giuseppe Mineo, accusato di corruzione in atti giudiziari e ritenuto un pezzo del Sistema Siracusa, e all'inchiesta per finanziamento illecito ai partiti, in cui è coinvolto l'ex senatore di Ala Denis Verdini.

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