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Coronavirus, il carcere all'indomani della rivolta
Quadri elettrici rotti e pezzi di tavoli come bastoni

Il giorno dopo la protesta nei locali del penitenziario sono evidenti le conseguenze della tensione registrata ieri. Un'intera sezione devastata. Fortunatamente non ci sono stati feriti, né tra la polizia penitenziaria né tra i detenuti

Pamela Giacomarro

Quadri elettrici danneggiati, neon in frantumi, cancelli divelti, mobili e suppellettili distrutti. Un’intera sezione devastata: la Mediterraneo. Rientrata la protesta, all’interno del carcere Pietro Cerulli oggi si contano i danni. Ieri sera l’intera sezione è rimasta al buio, per questo è stato necessario l’intervento della Protezione Civile che ha messo a disposizione un faro per illuminare l’ala di media sicurezza riservata ai detenuti per reati comuni. 

Sull’onda del timore di eventuali contagi da coronavirus e le restrizioni ai colloqui dovuti all’emergenza che si vanno ad aggiungere ai problemi di sovraffollamento, il penitenziario è diventato ieri teatro di tafferugli e rivolte. Piedi di tavolini trasformati in mazze, materassi e lenzuola dati alle fiamme

Così, dopo aver preso possesso della sezione, la rivolta si è spostata sul tetto dove sono stati danneggiati i pannelli dell’impianto fotovoltaico. Gli slogan inneggianti all'indulto e alla libertà hanno scandito l’intero pomeriggio mentre dall’interno della struttura riecheggiava il rumore degli oggetti battuti sulle sbarre. 

L’intera zona è stata interdetta alla circolazione. Sono intervenute le volanti della polizia, i carabinieri, la guardia di finanza e gli agenti in tenuta antisommossa. Ad appoggiare la protesta, parenti e amici dei detenuti che si sono radunati all’esterno della casa circondariale. Sassaiole e lanci di uova all’indirizzo degli agenti presenti. Solo dopo diverse ore di trattative e grazie all’intervento del comandante della polizia penitenziaria Giuseppe Romano, la direttrice delle carceri Teresa Monachino e il magistrato di sorveglianza, la situazione è tornata alla normalità. Per fortuna non si sono registrati feriti.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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