Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Lampedusa, Guardia costiera recupera altri 11 cadaveri
«I sopravvissuti nell'hotspot in condizioni drammatiche»

Nelle ultime 48 ore i sub hanno individuato diversi corpi nel relitto a un miglio dalla spiaggia dei conigli. Mancherebbero ancora quattro dispersi, stando alle informazioni date dai sopravvissuti. Intanto gli attivisti di LasciateCIEntrare lanciano un appello

Redazione

Altri quattro cadaveri in fondo al mare, di fronte la spiaggia dei conigli di Lampedusa. Che si sommano ai sette recuperati ieri e a quelli ritrovati nelle settimane scorse. Al momento il bilancio del naufragio dello scorso 23 novembre a un miglio dall'isola, è arrivato a 17 morti. Ma potrebbe aggravarsi. Secondo i 149 sopravvissuti, infatti, sul barcone ci sarebbero state 170 persone; ne mancherebbero, dunque, quattro. 

L'ispezione del relitto, a 47 metri di profondità, sta proseguendo da parte dei sub che utilizzano un robot della Guardia costiera. A coordinare anche questa fase delle ricerche è il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. A lavoro c'è una squadra di sei uomini della Guardia Costiera del terzo Nucleo Sub di Messina.

I primi cinque corpi senza vita verranno seppelliti nei prossimi giorni. Domani mattina al cimitero comunale di Montevago, nell'Agrigentino, verrà dato l'ultimo saluto a tre donne, grazie alla disponibilità offerta dal Comune. Altre due salme, sempre di donne, verranno accolte oggi nella chiesetta del cimitero comunale di Santo Stefano Quisquina.

Intanto gli attivisti della campagna LasciateCIEntrare denunciano le «drammatiche condizioni» dei sopravissuti che si trovano da una settimana nell'hotspot di Lampedusa. «Più di 100 persone - uomini, donne e bambini - sono stati confinati nel centro europeo di identificazione e controllo, la cui capienza, inferiore a 100 persone, è quasi triplicata, viste le presenze da precedenti e successivi salvataggi. Sappiamo - continuano - che le persone sopravvissute alla tragedia dormono tutte insieme in uno spazio angusto, su materassi disposti a terra, senza distinzioni di sesso ed età. Il cibo è scarso e anche l’accesso ai servizi igienici è inadeguato ed insufficiente. In mezzo a ciò, vivono minori e bambini piccoli, alcuni dei quali hanno perso i genitori nel naufragio».

Gli attivisti denunciano che tra i sopravvissuti «c’è un ragazzo proveniente dall'Eritrea, rimasto cieco dopo aver trascorso 4 mesi in Libia in stato di prigionia, senza poter vedere la luce del sole. Ci sono poi molte persone che si trovano in condizioni di gravissimo disagio psicologico, avendo trascorso mesi nelle carceri libiche dove hanno visto e vissuto violenze di ogni genere, l’indefinito protrarsi della promiscuità in condizioni disagiate li sta ulteriormente colpendo».

Da qui l'appello affinché vengano trasferiti «in spazi adatti all'accoglienza, dove soddisfare i bisogni primari e avere la possibilità di esercitare in libertà i propri diritti, tra cui quello di richiedere protezione internazionale. Non riscontriamo - concludono - una sostanziale discontinuità con le politiche di respingimento del precedente governo ed i decreti “sicurezza” stanno producendo micidiali conseguenze sulle vite dei migranti».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Giustizia per Emanuele Scieri

Il paracadutista siracusano è stato trovato morto nella caserma di Pisa nel 1999. Ora si cerca di ricostruire quanto successo

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Muos, l'eco mostro di Niscemi

Contro l'impianto della base Usa di Niscemi, da anni si battono comitati, associazioni e cittadini

Il sistema Montante

L'arresto di Antonello Montante ha scoperchiato un sistema di potere che tocca politica, forze dell'ordine, mafia e imprenditoria

Nebrodi, tra mafia e rilancio

È il polmone verde più grande della Sicilia. Ma anche il luogo dove una criminalità violenta ha regnato incontrastata per anni

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere su smartphone e tablet le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.

Disabilita AdBlock

Disabilita le estensioni "AdBlock" e ricarica la pagina per leggere MeridioNews