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Scala dei Turchi, la proposta del proprietario al Comune
«Incassi del 70% sul brand per chiudere il contenzioso»

La notizia è stata pubblicata questa mattina da La Repubblica. Alcuni consiglieri di opposizione hanno divulgato i termini della bozza di accordo presentata all'ente da Ferdinando Sciabarrà, il 72enne che ha scoperto di possedere il celebre sito dell'Agrigentino

Simone Olivelli

«Mi ha stupito leggere questa notizia sui giornali. I consiglieri d'opposizione che hanno lanciato l'allarme nei giorni scorsi erano a parlare con me e non mi hanno dato l'impressione di essere in disaccordo». Replica così Lillo Zicari, il sindaco di Realmonte, alla notizia, diffusa questa mattina dal quotidiano La Repubblica, della proposta fatta pervenire al Comune dal proprietario della Scala dei Turchi, la principale attrazione turistica del territorio.

Il sito, che ogni anno viene visitato da migliaia di turisti curiosi di vedere da vicino la marna, è composto da tre particelle catastali che appartengono tutte a un pensionato, ex dirigente della Camera di commercio di Agrigento. Ferdinando Sciabarrà, questo il suo nome, ha scoperto di essere proprietario alcuni anni fa. Una sorpresa a cui è seguita l'intenzione di fare valere i propri diritti sul sito, al punto che era stato confezionato anche un progetto per delimitare l'intera Scala dei Turchi. Ipotesi che destò la preoccupazione di quanti temevano di dovere rinunciare a una delle principali bellezze della Sicilia.

Da quella vicenda ne è nato un contenzioso che vede da una parte il Comune e dall'altro Sciabarrà. La disputa per il momento è nella fase di mediazione, passaggio obbligatorio in cui i contendenti sono tenuti a cercare un accordo. Ed è in questa cornice che va letta la proposta fatta da Sciabarrà all'ente, oggi guidato da Zicari: la proprietà del bene passerebbe al Comune in cambio del 70 per cento dei ricavi provenienti dal brand Scala dei Turchi. Per fare un esempio: se un giorno Dolce & Gabbana tornassero a girare un video promozionale in Sicilia e scegliessero il celebre sito di Realmonte, larga parte di quanto pagato per usufruire della scogliera finirebbe nei conti di Sciabarrà.

«Al momento si tratta solo di un'idea, da valutare nella consapevolezza che ci troviamo davanti a documenti che provano che la proprietà dell'area non è del pubblico», commenta Zicari. Il primo cittadino non si sbilancia sulla posizione dell'ente. «Bisogna parlarne con gli avvocati e chiaramente anche con il resto della giunta», sottolinea. In ogni caso ogni decisione dovrà essere varata dal Consiglio comunale. Anche se, dopo l'uscita dei consiglieri d'opposizione, la sensazione è che l'intero consesso civico potrebbe essere coinvolto soltanto quando ci sarà da votare. «Nei giorni scorsi avevo aperto il confronto con tutti, adesso non credo di essere più tenuto a parlare con l'opposizione», taglia corto Zicari. 

La Scala dei Turchi nell'ultimo anno è stata più volte al centro dell'attenzione. Dopo i crolli di fine 2017, la Regione ha investito oltre 400mila euro per rimettere in sicurezza il sito, poi riaperto a inizio della stagione estiva. Il problema legato ai cedimenti è tornato a ripresentarsi nei giorni scorsi. A denunciare il distaccamento di alcune porzioni di marna è stata l'associazione ambientalista Mareamico.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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