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Europee, le guerre intestine della Lega in salsa sicula
Genovese: «Non vado con Salvini, ma FI mi ha deluso»

Nuovo scontro nel Carroccio sui sostegni esterni ai candidati. Il deputato regionale Tony Rizzotto si scaglia contro il senatore Stefano Candiani e il coordinatore Fabio Cantarella. E intanto Genovese ammette: «Cerco di fare il bene della Sicilia e non credo di poterlo fare in Forza Italia»

Salvo Catalano

I leghisti della prima ora da una parte, le nuove leve del Carroccio dall’altra. Sullo sfondo, ancora una volta, la campagna elettorale per le Europee. E il sostegno di Francantonio Genovese e del figlio deputato regionale Luigi alla candidatura dell'amico Angelo Attaguile. «Un amico, ma non aderisco alla Lega, anche se Forza Italia mi ha deluso», spiega oggi Genovese junior. Ma i fuochi di artificio sono tutti a casa di Salvini: in un momento in cui in tutti gli altri partiti si sceglie la linea del silenzio, per rimandare la resa dei conti a dopo il voto per il rinnovo del parlamento di Bruxelles, dentro la Lega in salsa sicula i panni sporchi si lavano a favore dei media. 

A scatenare il botta e risposta è stato il grande escluso dalla competizione per le Europee, l'assessore di Catania Fabio Cantarella, che ha chiuso la porta agli esponenti forzisti di Messina: «Ho letto di presunte manovre di avvicinamento alla Lega di vecchie e inquietanti conoscenze della politica siciliana o di irredimibili trasformisti - ha affermato in riferimento ai Genovese - Non c’è nulla di vero, si tratta semplicemente di ricostruzioni fantasiose o, nella migliore delle ipotesi, di qualche aspirazione che non verrà di certo esaudita». Oggi a intervenire, con due note pressoché contestuali, sono il deputato regionale della Lega Tony Rizzotto e uno dei diretti interessati, Luigi Genovese, entrambi vicini ad Attaguile. 

Rizzotto sconfessa Cantarella, sostenendo che «se c'è un rischio che non possiamo correre è quello di togliere ai cittadini la voglia di votare, cosa che certe parole rischiano di causare. Ritengo che il suo sfogo sia basato su dichiarazioni giornalistiche che vogliono Genovese interessato ad un avvicinamento alla Lega, cosa mai asserita dallo stesso, a fronte invece di una sua dichiarazione di stima per Angelo Attaguile».

A stretto giro, ecco la nota di Genovese junior, da settimane chiuso in silenzio stampa. «Non ho mai pensato di aderire alla Lega - sostiene Genovese - . L’affannosa rincorsa a chi la spara più grossa, di cui si sono resi protagonisti alcuni esponenti regionali del partito, è sinceramente imbarazzante. Qualche indiscrezione giornalistica, evidentemente infondata, è bastata per innescare uno sconcertante valzer di dichiarazioni alimentato da personaggi che hanno provato goffamente ad utilizzare il mio cognome per provare a darsi un tono. Tutte queste attenzioni mi hanno colpito, perché l’unico elemento realistico di questa vicenda paradossale è il mio rapporto di amicizia con Angelo Attaguile. Tanto è bastato per stimolare speculazioni di ogni sorta ed alimentare gelosie e faide interne a me totalmente estranee, dinamiche dalle quali emerge l’indiscutibile frustrazione di chi, evidentemente, non ha digerito l’esclusione dalla lista stilata dal Carroccio per le Europee, e di conseguenza la scelta dei vertici di puntare proprio su Angelo Attaguile».

A Cantarella che lo accusava di «trasformismo», Genovese replica di essere stato eletto nel centrodestra e di continuare «a lavorare per il suo rafforzamento. È inaccettabile la spregiudicatezza di certi personaggi che tentano la strada del moralismo più deteriore per rivendicare il proprio spazio vitale dopo avere incassato una bocciatura politica. Ed è sinceramente inquietante ritrovarsi nel bel mezzo di una contesa tra esponenti di un partito a me totalmente estraneo. Non ho mai incontrato il commissario leghista Candiani, né altri vertici regionali e nazionali leghisti. Pertanto smentisco ogni ipotesi di adesione alla Lega. E ricordo, a chi si è premurato di affermare che “le porte della Lega sono chiuse” per Genovese, che il sottoscritto non ha mai bussato né a quella né ad altre porte».

A dirla tutta, però, raggiunto telefonicamente Genovese ammette anche che «da ormai un anno le cose col mio partito non vanno bene. Io cerco di fare il bene della Sicilia e non credo di poterlo fare in Forza Italia». Il giovane deputato regionale ribadisce il proprio sostegno al governatore Nello Musumeci, aggiungendo anche che «è innegabile che quantomeno un pezzo del governo stia lavorando, a parer mio, particolarmente bene. Penso, ad esempio a Ruggero Razza, ma non solo». Quasi a voler accennare una condivisione d’intenti senza, però, spingere il piede sull’acceleratore in piena campagna elettorale.

Attaguile dal canto suo, invece, rivendica «il grande lavoro fatto per portare la Lega in Sicilia, non adesso, in tempi di folle e applausi, ma quando era ben più difficile parlare del progetto politico di Matteo Salvini. Un lavoro che, evidentemente, in molti mi riconosco nel partito, al punto da aver fatto il mio nome al momento della composizione delle liste. In Sicilia io sono stato il primo baluardo per non imbarcare personaggi dubbi nella Lega e anche in questo caso, posto che quello con Genovese è un sostegno personale, non vedo come le colpe dei padri possano in ogni caso essere attribuite ai figli». I vertici regionali del partito assistono con preoccupazione all'infuocata campagna elettorale, anche perché Attaguile ha a Roma una sponda importante nel sottosegretario Giancarlo Giorgetti, che potrebbe giocare un ruolo chiave nella disputa siciliana.  

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