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La battaglia anti-ambulanti coi soldi dati da Salvini
A Favignana e Lipari: «Qui abbiamo altri problemi»

Anche quest'anno il ministero dell'Interno ha individuato i Comuni per l'operazione Spiagge Sicure. Tra questi otto sono in Sicilia, compresi gli arcipelaghi delle Eolie e delle Egadi, dove i sindaci, quando si parla di sicurezza delle loro coste, hanno priorità diverse

Salvo Catalano

Foto di: Gabriele Ruggieri

Foto di: Gabriele Ruggieri

Dai quattro del 2018 agli otto del 2019. Raddoppiano i Comuni siciliani individuati dal ministero dell'Interno per l'operazione Spiagge Sicure. La prossima estate lungo le coste di Favignana, Lipari, Sciacca, Letojanni, Noto, Campofelice di Roccella, Aci Castello e Castelvetano sarà lotta contro gli ambulanti, spesso stranieri, che ogni giorno cercano di vendere i loro prodotti ai bagnanti. Il Viminale, infatti, definisce Spiagge Sicure come un'iniziativa finalizzata alla «prevenzione e contrasto dell’abusivismo commerciale e della vendita di prodotti contraffatti». 

E se alcuni sindaci - come quello di Noto oggi o quello di San Vito Lo Capo un anno fa - denunciano che sulle loro spiagge gli ambulanti sono diventati «un problema», altri primi cittadini scelti dal ministero non ci stanno all'equazione che vuole la sicurezza legata alla presenza degli ambulanti. «Noi - spiega Giuseppe Pagoto, alla guida di Favignana, ma anche Marettimo e Levanzo - non abbiamo problemi con l'abusivismo commerciale, quelli che ci sono operano in apposite aree. Non è questo il concetto di sicurezza che ho in mente. Ma sono contento che hanno individuato anche le piccole isole, questi fondi potrebbero servirci ad altro, di problemi ne abbiamo eccome». Ad esempio solo in queste settimane l'amministrazione di Favignana è riuscita a dotarsi di un gommone più grande, adatto anche a condizioni di mare non ottimali, datogli in dotazione dopo essere stato confiscato.

La stessa tesi è condivisa dal collega di Lipari, Marco Giorgianni, che di isole sotto la sua giurisdizione ne ha sette. «Praticamente gestiamo tanti chilometri di costa quanto quelli di un'intera provincia - racconta - e qualche ambulante lo abbiamo solo a Vulcano, ma bastano gli interventi che abbiamo messo in atto». Per i due sindaci, quindi, i 42mila euro messi a disposizione del Viminale potrebbero servire sì per un maggiore controllo, pagando nuovo personale o allungando l'orario di quello già presente, per comprare mezzi e telecamere, ma semplicemente a vantaggio e sicurezza di migliaia di visitatori. 

L'operazione Spiagge Sicure non prevede che i sindaci facciano richiesta per ricevere finanziamenti. È lo stesso ministero a selezionare i Comuni sulla base di alcuni parametri: città con il centro urbano o una o più frazioni sulla costa; non essere capoluogo di provincia; avere una popolazione non superiore a 50mila abitanti; non aver usufruito di contributi per iniziative analoghe promosse dal ministero dell’Interno. Esclusi quindi i quattro Comuni che hanno ricevuto i fondi l'anno scorso: Taormina, Giardini Naxos, San Vito Lo Capo e Cefalù. «Peccato - commenta il sindaco di San Vito Giuseppe Peraino - la scorsa estate ci erano stati molto utili». I nuovi Comuni individuati adesso hanno tempo fino al 15 aprile per presentare i progetti dove devono essere «illustrate le misure che si intendono adottare e specificati, nel dettaglio, i mezzi e il personale da impiegare, le aree del territorio interessate nonché i relativi costi».

Chi pensa a un'azione antiambulanti è il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, recentemente transitato dal centrosinistra a Forza Italia. «Dobbiamo gestire una costa amplissima - spiega - dove c'è un problema con gli ambulanti. Ma più vigili, seppure con il compito prioritario di combattere l'abusivismo, allo stesso tempo sono deterrenti anche per altri reati predatori che si possono verificare in situazione di affollamento, o per prevenire furti nelle aree dei parcheggi».

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