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Rifiuti, un anno fa il via libera allo stato d'emergenza
Regione cerca imprese, ma mancano ancora progetti

Pubblicato un avviso per appaltare lavori per 57 milioni nelle province di Palermo, Agrigento, Trapani e Ragusa. Interventi da realizzare con i poteri speciali motivati dal bisogno di operare con urgenza. Ma a un anno di distanza non tutti i progetti sono pronti

Simone Olivelli

Un anno dopo la concessione dello stato d'emergenza, la Regione spera di potere avere il primo elenco di imprese da cui attingere per affidare la realizzazione i lavori negli impianti per i rifiuti. Interventi per i quali il passato governo nazionale ha acconsentito alla richiesta di derogare alle procedure ordinarie in materia di appalti, motivando la decisione proprio con la necessità di operare con urgenza. Tuttavia quasi dodici mesi dopo - la delibera fu esitata l'8 marzo 2018, mentre i termini per la presentazione delle istanze da parte delle aziende è fissato per il prossimo 28 febbraio - le sei opere in programma sono ancora lontane dall'essere realizzate. Per alcune in questo anno sono stati realizzati i progetti, per altri invece si è ancora in fase di elaborazione.

I dettagli sono contenuti in un avviso pubblicato ieri dal dipartimento regionale Rifiuti. Nel complesso si parla di lavori per oltre 57 milioni di euro, dei quali più di 24 da spendere per la realizzazione della settima vasca nella discarica di Bellolampo a Palermo, di cui si ha già il progetto esecutivo. Rimanendo nella provincia palermitana, per l'adeguamento della terza vasca della discarica di Castellana Sicula sono previsti tre milioni di euro. In questo caso, però, il progetto è ancora in fase di stesura. Stesso discorso per il sito di contrada Cuddia della Borranea, a Trapani, dove è prevista la costruzione di una nuova vasca. L'opera che costerà quasi cinque milioni di euro. Sempre a Trapani la realizzazione di un'altra vasca per rifiuti non pericolosi attende lo sfruttamento di risorse per oltre nove milioni. La lista di interventi inclusi nella richiesta dello stato d'emergenza inviata all'allora governo Gentiloni è completata dal ripristino e potenziamento dell'impianto di compostaggio a Vittoria - i cui lavori costeranno poco più di due milioni di euro - e da un altro impianto simile da realizzare a Casteltermini, in provincia di Agrigento. Per quest'ultimo, tuttavia, bisogna ancora concludere l'iter progettuale. 

In tutti i casi gli affidamenti diretti avverranno con il meccanismo della procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando, con la possibilità di aggiudicare con il criterio del prezzo più basso. Ed è per questo che nell'ottica della Regione le manifestazioni di interesse dovrebbero servire a favorire «la consultazione del maggior numero di operatori economici».

Va ricordato, tuttavia, che gli interventi citati rappresentano il percorso, delineato dal presidente Musumeci e dall'assessore Pierobon, per venire fuori dalla gestione straordinaria dei rifiuti, che da oltre un decennio va avanti di proroga in proroga, l'ultima delle quali firmata a fine 2018 e in vigore fino a maggio. La volontà dichiarata dell'attuale governo regionale è infatti quella di cambiare sistema di gestione, puntando a impianti e a un sistema di raccolta dei rifiuti su base provinciale. In tal senso la riforma è ancora in attesa di arrivare all'Ars, dove soltanto stamattina si è sbrogliata - perlomeno momentaneamente e a meno di prossime impugnazioni del governo nazionale - la matassa finanziaria. E così, nonostante i passi avanti fatti nella raccolta differenziata, al momento il destino dell'Isola sarà quello di sempre: navigare a vista

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