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Strade provinciali, la Sicilia avrà un commissario
Nome frutto della mediazione tra M5s e Musumeci

La Regione ha formalizzato la richiesta dello stato di emergenza e il ministro Toninelli ha annunciato che a breve arriverà la figura che gestirà i poteri speciali. Che non sarà essere né il governatore, né un membro della sua giunta

Salvo Catalano

«La Regione siciliana con risorse proprie non può far fronte, da sola, ai costi legati a tutti gli interventi necessari per il ripristino della viabilità regionale danneggiata o alla realizzazione di nuove opere strutturali, soprattutto in tempi brevi, necessitando pertanto di misure straordinarie che consentano un'immediatezza d'intervento». È il cuore della delibera con cui la giunta regionale di Nello Musumeci chiede a Roma di dichiarare lo stato di emergenza per la viabilità secondaria siciliana. Oggi il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha annunciato che il governo nazionale «lavora per nominare un commissario, sbloccare cantieri e rimettere a posto le strade dell'isola». 

I poteri speciali riguarderanno tutte quelle strade - si citano le zone montane delle Madonie, Nebrodi, Peloritani, Iblei, Erei, l'area dell'Etna, del Vallone di Mussomeli, le zone interne del Nisseno e dell'Agrigentino - che negli ultimi dieci anni hanno patito l'assenza di manutenzione e sono state ulteriormente danneggiate da calamità naturali. «Tra interventi del Patto per il Sud e quelli dell’accordo di programma – afferma Giancarlo Cancelleri, deputato regionale del Movimento 5 stelle – sono disponibili per le strade circa 300 milioni di euro, fermi perché mancano i progetti, per me questo è inaccettabile, per cui la nomina di un commissario straordinario con poteri speciali, per intenderci come quello nominato per Genova, servirà a superare tutte queste difficoltà, dimezzando i tempi e velocizzando tutto l’iter, così da far aprire i cantieri nel giro di un anno in almeno 200 interventi su altrettante strade provinciali della Sicilia».

La nomina del commissario sarà all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri nelle prossime settimane. Si tratta di una decisione che ha creato qualche frizione tra il governo regionale e quello di Roma. L'annuncio della nomina di un commissario era arrivato, un po' inaspettato, dallo stesso ministro Toninelli in visita in Sicilia il 20 novembre. Per sbloccare la situazione sarebbe dovuta però essere la Regione ad avanzare una richiesta formale. Un primo documento era stato approvato dalla giunta Musumeci il 29 novembre, in cui si parlava della volontà di chiedere al consiglio dei ministri la nomina di «un commissario straordinario con poteri speciali e un'adeguata dotazione finanziaria». Una richiesta rimasta a metà strada, considerata da Roma insufficiente per procedere. È servita dunque la delibera di giunta del 3 gennaio per formalizzare la richiesta. 

Sullo sfondo resta il nodo della scelta del commissario. Nomina per cui il governo regionale guidato da Musumeci dovrà fare i conti con la rosa di nomi avanzata dal M5s. Sulle proposte del ministro Toninelli peseranno infatti anche le indicazioni dei Cinque stelle siciliani. Ecco perché dal ministero lasciano trapelare che quasi sicuramente il nuovo commissario «non sarà Musumeci, né un componente del suo governo». Così come sarebbe fuori dalla lista il capo della protezione civile siciliana Calogero Foti. Allo stesso tempo da ambienti pentastellati si sottolinea che «non sarà un marziano» rispetto al contesto siciliano e che «sarà una figura che dovrà collaborare con Anas». Il rilancio dell'immagine e dell'azione dell'azienda di Stato in Sicilia è infatti un altro degli aspetti legati a questa operazione.

«La situazione delle strade secondarie siciliane – conclude Cancelleri – è un unicum in Italia. Più che lo stato di emergenza andrebbe dichiarato lo stato di guerra, ma aldilà delle battute si deve cominciare a lavorare con serietà e impegno per la nostra regione».

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