Primarie, Teresa Piccione abbandona la corsa «Gazebo per il partito di Renzi, non per il Pd»

Teresa Piccione, espressione dell’area Zingaretti e Franceschini ha ritirato la sua candidatura in vista della consultazione del 16 dicembre. «Quelle di domenica, in Sicilia, saranno le primarie fondative del partito di Renzi e non le primarie del Partito democratico. Per questa ragione ritiro la mia candidatura», dice la ormai ex candidata alla segreteria regionale del Pd, che contendeva l’incarico al renziano Davide Faraone. «La maggioranza renziana – è l’accusa – ha impedito lo svolgimento dei congressi dei Circoli e delle Federazioni provinciali, mortificando il libero dibattito degli iscritti e degli elettori e la loro partecipazione. Non intendo concorrere a false primarie senza regole, soprattutto dopo manifestazioni e segnali evidenti e inquietanti della partecipazione di uomini estranei al Partito democratico, che inquinerebbero irrimediabilmente il risultato elettorale del congresso».

La conferma arriva dopo una lunga mattinata in cui l’ipotesi veniva soltanto sussurrata. Una notizia che, seppur non confermata dalla diretta interessata, girava da ieri pomeriggio tra i vicinissimi della candidata sostenuta dalla corrente che fa riferimento a Nicola Zingaretti.

È stata l’ennesima giornata convulsa, quella che si è consumata ieri in casa dem. La commissione nazionale di garanzia, riunita fino a tarda notte, ha infatti stabilito che le Primarie in Sicilia si terranno il prossimo il 16 dicembre, come stabilito, e che i congressi provinciali avranno luogo dopo la consultazione nei gazebo. 

Un decisione – tecnicamente un parere -che in realtà tra le file democratiche serpeggiava, seppur senza il bollo dell’ufficialità, già nel pomeriggio di ieri e che ha comportato una lunga giornata di consultazioni, pareri e valutazioni tra le varie anime zingarettiane che sostengono Piccione. 

Al centro dello scontro in atto nel partito in Sicilia, c’è ancora il tema dei congressi provinciali, che dovevano essere celebrati tra il 21 novembre e il 2 dicembre ma erano stati congelati per una diatriba procedurale sorta tra i due schieramenti in campo: da un lato i renziani che sostengono il candidato alla segreteria Davide Faraone, dall’altro Teresa Piccione, appoggiata da AreaDem. In base alla delibera della commissione nazionale di garanzia del partito, che ha accolto il ricorso del segretario uscente Fausto Raciti, la nomina dei componenti delle commissioni provinciali per il congresso spetta alla commissione regionale e non alle direzioni provinciali come aveva decretato la commissione di garanzia regionale: proprio questo punto era stato il nodo del contendere. Nonostante i ricorsi, alcuni circoli del Catanese hanno celebrato i propri congressi che a questo punto, però, non sarebbero più validi.


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